Indianapolis Colts versus New Orleans Saints Football Game…con UFO!
3 Novembre 2011
Astrobiologi, attenti a Keplero 16-b. Anzi, alla sua ipotetica luna…
5 Novembre 2011

Come trovare E.T.? Dovrebbe accendere la luce…

4 Novembre 2011

Basta onde radio. Ora cerchiamo la luce. La ricerca di eventuali civiltà extraterrestri potrebbe presto cambiare registro. Da  qualche decennio a questa parte- da quando insomma è partito l’esperimento del Seti (Search for extraterrestrial intelligence), gli scienziati sono rimasti invano in ascolto di messaggi radio provenienti da mondi lontani. Il silenzio è stato assordante.

Il sito ufficiale del SETI

E se davvero- come molti illustri fisici hanno affermato- stessimo sbagliando metodo di ricerca? Una possibile alternativa è già stata individuata. Se lassù, nel cosmo, ci sono forme di vita intelligenti, sicuramente hanno insediamenti. Magari, sono grandi città simili alle nostre. E chissà, forse illuminate giorno e notte come le metropoli della Terra. Ecco dunque l’idea: cerchiamo l’emissione di luce artificiale.

Le grandi città della Terra sono visibili di notte dallo spazio. Anche le città di E.T. lo devono essere...

Con gli attuali strumenti, saremmo  in grado di inviduare una città grande come Tokyo all’estremità del nostro sistema solare- ad esempio, se gli E.T. avessero deciso di costruire un avamposto su un planetoide trasnettuniano o su un asteroide della Fascia di Kuiper. Per scoprirne altre su pianeti che orbitano attorno alle stelle più vicine a noi (in termini, ovviamente di anni-luce) dovremmo costruire telescopi più potenti. Ma  possediamo già la tecnologia adatta.

 “ Tutto ciò ci aprirà una nuova finestra per guardare in direzione della vita extraterrestre– afferma Avi Loeb, dell’Università di Harvard.  Il principio di partenza  è, per l’appunto, la luce. La brillantezza varia in base alla sorgente luminosa, visto che la luce decresce in modo esponenziale  in virtù della distanza che percorre. Dunque la luminosità artificiale emessa da un corpo celeste si comporterà  diversamente rispetto alla luminosità prodotta dal sole- che deve prima raggiungere l’oggetto e poi essere “catturato” dal telescopio. E così gli astronomi potrebbero facilmente riconoscere un pianeta abitatoda uno semplicemente soleggiato…

Il mondo magico di Tron

Anche  i telescopi più semplici saprebbero distinguere la luce artificiale: ”Potremmo persino dire cosa emette un determinato tipo di luminosità- continua il professor Loeb. “Certo, si potrebbe obiettare che è molto improbabile trovare civiltà aliene che emettano raggi di luce dalla  Fascia di Kuiper. Ma visto che possiamo effettuare la ricerca senza spendere un soldo in più, perché non provarci?”.

Gli fa eco un altro ricercatore, Greg Laughlin, impegnato nello studio dei pianeti extrasolari all’Università della California, a Santa Cruz. “Sono molto scettico a proposito- ammette- Sarei pronto a puntare una somma di denaro che non troveremo oggetti dotati di luce artificiale nel nostro sistema solare. Ma sono anche pronto a perdere la scommessa…E questa idea potrebbe essere perfettamente applicata nella ricerca di vita intelligente sugli esopianeti.”

L'alieno per eccellenza: l'indimenticabile E.T.!

Sempre ammesso  che E.T. ami le insegne al neon e non preferisca vivere nel buio profondo…

Sabrina Pieragostini

CATEGORIA: 

TAGS: 

    ARTICOLI CORRELATI

    28 Agosto 2025

    Il mistero di 3I/ATLAS, un’antica cometa o un oggetto tecnologico?

    L'ultima immagine dell'enigmatico corpo celeste interstellare in avvicinamento al nostro sistema solare è stata scattata dal potente telescopio spaziale James Webb. Ma- contrariamente al solito- la foto ha una risoluzione molto bassa. Tanto da far nascere il sospetto che sia stata volutamente alterata per nasconderne i dettagli.
    1 Agosto 2025

    “Una rete di sorveglianza invisibile controlla la Terra e l’Umanità”

    Un ex ingegnere della NASA che ha lavorato a progetti di retro ingegneria sostiene che sul nostro pianeta esisterebbero trilioni di minuscoli dispositivi tecnologici non umani usati per monitorarci e manipolarci. E gli ultimi articoli dell'astronoma Villarroel aggiungono altri tasselli a questo quadro inquietante.