David Grusch choc: «Ho visto i corpi di alieni morti»
5 Ottobre 2026
David Grusch ha deciso di spingersi oltre. Oltre l’immaginabile. L’ex ufficiale dell’intelligence americana che nel 2023, testimoniando al Congresso sotto giuramento, aveva detto di aver saputo dell’esistenza di programmi segreti per il recupero di velivoli di origine non umana e dei loro occupanti, adesso ha aggiunto dettagli ancora più sconcertanti. E questa volta le sue rivelazioni sembrano la trama di un film di fantascienza: corpi alieni dalle sembianze quasi umane, battaglie tra Grigi e Rettiliani, scontri durante le operazioni di recupero, enormi strutture nascoste negli oceani…
L’INFORMATORE DAVID GRUSCH
È necessaria una premessa: questo è il racconto di Grusch, al momento non verificato e neppure verificabile. Alcune informazioni, sostiene, gli sono state riferite da persone direttamente coinvolte nei programmi segreti; altre, invece, deriverebbero da documenti e video che afferma di avere esaminato personalmente. Ed è proprio quest’ultima distinzione a rendere particolarmente significativa la sua ultima intervista, davanti ai microfoni di Joe Rogan. Prima diceva solo di aver ricevuto confidenze, ora dichiara di aver visto con i suoi occhi. Da testimone di seconda mano a testimone diretto, dunque. In particolare, ha detto di aver visionato un filmato relativo a un’operazione di recupero, nel quale apparivano alcuni cadaveri distesi a terra.
IL CELEBRE PODCASTER AMERICANO JOE ROGAN
Non si tratterebbe, ha precisato, di una vecchia pellicola sgranata degli anni Cinquanta. Il video sarebbe «contemporaneo» e sufficientemente nitido da permettergli di vedere gli esseri recuperati. Grusch non ha voluto indicare né quando né dove sia stato girato, perché quei dettagli potrebbero far riconoscere l’operazione e le persone che gli hanno permesso di accedere al materiale. Ma ha aggiunto qualcosa di importante: proprio perché temeva di trovarsi davanti a un inganno, a una messinscena o a una deliberata operazione di disinformazione, avrebbe atteso anni prima di considerare attendibile ciò che aveva visto, cercando conferme attraverso altre fonti e altri canali. Perché quei corpi avevano un aspetto umano, ma non erano umani.
COSÌ LA IA HA IMMAGINATO LA SCENA DESCRITTA DA GRUSCH
«Erano belli, molto belli», ha detto, aggiungendo altri particolari: apparivano alti, longilinei, con una pelle chiarissima tendente all’azzurro, quasi albina. Nel filmato avrebbe visto tre o quattro corpi, senza caratteristiche sessuali facilmente distinguibili, con capelli lunghi e quello che sembrava una sorta di indumento aderente. È a quel punto che ha citato una frase attribuita al generale William McCasland (sparito nel nulla lo scorso febbraio) nei suoi contatti con Tom DeLonge: «Pensa alle divinità greche». Dopo aver visto quelle immagini, Grusch avrebbe finalmente compreso che cosa intendesse. Non significa che quelle creature fossero divine, ovviamente, ma la somiglianza con i capolavori dell’arte classica lo ha portato a interrogarsi apertamente sull’origine di queste entità quasi indistinguibili da noi. Una civiltà umana separata dalla nostra? Esseri bioingegnerizzati? Qualcosa che appartiene alla storia della Terra più di quanto immaginiamo?
IL GENERALE MCCASLAND, SPARITO NEL NULLA LO SCORSO FEBBRAIO
Ma una volta entrato sullo scivoloso terreno delle Intelligenze non umane presenti, a qualche titolo, sul nostro pianeta, il discorso si è fatto ancora più sorprendente. Perché Grusch ha allargato la discussione parlando di esseri dalle differenti morfologie: accanto a creature quasi perfettamente umane, ci sarebbero anche altri esseri umanoidi come i Grigi (anche loro, di tipologie e altezze diverse) in lotta perenne con i temuti Rettiliani, simili a “gorilla con la pelle a scaglie e alti due metri”. Tuttavia, quando Rogan gli ha domandato informazioni sugli alieni simili a mantidi, i cosiddetti Insettoidi citati in pubblico dall’astrofisico Eric Davis e dal fisico Hal Puthoff, Grusch ha frenato, dicendo di averne sentito parlare soltanto informalmente, come chiacchiere, e di non possedere informazioni che gli permettano di affermarne l’esistenza con un alto grado di sicurezza. È un dettaglio interessante, perché dimostra che pure lui si è posto il dubbio sull’attendibilità di ciò che gli hanno riferito.
UN’ALTRA RESA GRAFICA DEL RACCONTO DI DAVID GRUSCH SUI RETTILIANI (IA)
Ma sui cosiddetti “Rettiliani” il suo racconto è stato decisamente inquietante. Grusch ha chiarito di non aver assistito personalmente all’episodio e di riportare informazioni provenienti da persone che sarebbero state coinvolte o a conoscenza dell’operazione. In sostanza, ha spiegato che i “Tic-Tac” più volte ripresi dai sensori militari sarebbero proprio i velivoli dei Rettiliani e che una volta, dopo uno schianto, alcuni di essi sono stati trovati ancora vivi a terra. Sopraggiunti i militari americani, ne sarebbe scaturito un conflitto a fuoco con molte vittime: alcuni soldati e tutti i Rettiliani, considerati una minaccia da eliminare. Una conversazione quasi surreale, durante la quale sia Grusch sia Rogan hanno ammesso quanto suonasse assurdo quel racconto. «So che sembra piuttosto folle», ha riconosciuto l’ex agente segreto, spiegando che proprio questo è uno dei problemi: rivelare storie simili significa inevitabilmente esporsi al ridicolo.
L’EX AGENTE SEGRETO INTERVISTATO NEL PROGRAMMA DI ROGAN
Ma non ci sarebbe qualcosa soltanto sopra le nostre teste. Ci sarebbe qualcosa anche sotto i nostri mari. Verso la fine dell’intervista, interrogato sulle attività UAP negli oceani, Grusch ha affermato che in determinate aree esisterebbe chiaramente una sorta di «base operativa». Non ha specificato dove, perché le modalità utilizzate per individuarla e seguirne l’attività coinvolgerebbero capacità navali altamente sensibili. Ma sulle dimensioni ha offerto un’immagine impressionante: sarebbe grande quanto diversi isolati di una città. Ha poi aggiunto un dettaglio curioso: individui provenienti dagli ambienti che si occupano delle profondità marine gli avrebbero detto scherzando che The Abyss, il film di James Cameron del 1989, sarebbe «una specie di docu-film», insomma, una descrizione realistica di quel che accade davvero negli abissi oceanici. Alla domanda se quella struttura possa essere una stazione di passaggio, una sorta di avamposto, Grusch ha risposto: «Sembra una base, con qualcosa che va e viene».
LA LOCANDINA DEL FILM DI JAMES CAMERON
Forse il passaggio più disturbante dell’intera conversazione riguarda la ragione per cui una verità di questa portata potrebbe essere stata protetta così a lungo. Grusch sostiene che negli anni sarebbero state elaborate valutazioni governative sulle possibili conseguenze di una completa disclosure. E ogni volta, il responso sarebbe stato negativo. Non soltanto per evitare lo shock culturale, il crollo delle religioni, i problemi a livello sociale o il rischio di rivelare tecnologie strategiche agli avversari. Ci sarebbe stata anche un’altra preoccupazione: rendere pubblica la realtà delle NHI avrebbe potuto provocare la reazione delle entità stesse. Insomma, se l’Umanità diventasse consapevole della loro esistenza, queste Intelligenze potrebbero decidere di mostrarsi apertamente, scatenando il panico. Ed è qui che arriva una delle frasi più forti dell’intervista: «Penso che esista una vera paura di una sorta di momento stile Ghostbusters», ha detto l’informatore.
ALTRE INQUIETANTI ENTITÀ NON UMANE CREATE DALLA IA
Eppure, secondo lui, dietro decenni di segretezza non ci sarebbe soltanto questo timore. Grusch racconta di una simulazione che sarebbe stata condotta nel 2004, durante l’amministrazione Bush figlio, nella quale furono valutati costi e benefici della rivelazione di questa realtà sconcertante. Tra i problemi più gravi sarebbero emerse le conseguenze giuridiche ed economiche di decenni di contratti assegnati in modo esclusivo ad alcune aziende, consentendo soltanto a determinati soggetti di accedere a materiali e conoscenze potenzialmente rivoluzionari. La questione, quindi, riguarderebbe anche denaro, responsabilità, brevetti, concorrenza sleale e controllo tecnologico. Perché — ha ribadito anche stavolta l’ex agente segreto — gli Stati Uniti avrebbero effettivamente recuperato mezzi «intatti o semi-intatti» e materiale biologico, e ne avrebbero ricavato conoscenze e applicazioni tecnologiche.
LUCI NON IDENTIFICATE RIPRESE DAI DRONI MILITARI AMERICANIE RESE PUBBLICHE DAL DOW
La disclosure, dunque, non significherebbe semplicemente aprire gli archivi e pubblicare vecchi documenti. Insomma, non si tratterebbe di mostrare fotografie dimenticate in qualche deposito del Pentagono o di ammettere finalmente che l’incidente di Roswell fu qualcosa di profondamente diverso da un pallone meteo precipitato. Vorrebbe dire riconoscere pubblicamente una realtà parallela alla nostra: velivoli recuperati, occupanti non umani, programmi di retroingegneria, altre potenze impegnate nella stessa corsa e intelligenze non umane che continuerebbero a operare sul nostro pianeta da tempo immemorabile. «Non è un ecosistema statico», sottolinea Grusch. E proprio questo, nella sua ricostruzione, renderebbe tutto infinitamente più delicato.
QUALI SEGRETI SONO CUSTODITI NEGLI ARCHIVI DEI GOVERNI?
Alla luce di queste dichiarazioni, non stupisce sapere che David Grusch abbia subito pesanti minacce e intimidazioni. Gli sono stati fatti i nomi di chi lo vuole morto durante una riunione coperta da segreto al Senato. Anche perché — rivela — nelle sue indagini si è imbattuto persino in attività criminali coperte da programmi di sicurezza nazionale e utilizzate, a suo dire, per generare fondi fuori dai normali meccanismi di controllo. Rogan gli ha domandato esplicitamente se stesse parlando anche di traffico di esseri umani e di minori e purtroppo la risposta è stata affermativa. È un’accusa enorme, distinta dalla questione NHI ma, nella sua ricostruzione, collegata allo stesso sistema di segretezza e assenza di controllo. E anche questa non sorprende, alla luce di quanto è emerso nelle carte fin qui divulgate del terrificante caso Epstein.
LA “TALPA” DEL PENTAGONO, DAVID GRUSCH, HA SERVITO NELL’USAF
Sul futuro della disclosure, comunque, David Grusch si è mostrato sorprendentemente sicuro. Si è detto certo che prima della fine dell’attuale mandato di Donald Trump «verrà fuori tutto»: l’esistenza dei programmi, i materiali recuperati, i velivoli intatti o parzialmente intatti e quella che definisce un’«intelligenza anomala» associata ai mezzi. Lo stesso presidente sarebbe al corrente di almeno parte della questione. E Rogan ha aggiunto che Stephen Miller, il potente vice capo di gabinetto della Casa Bianca e principale consigliere di Trump per la sicurezza interna, gli avrebbe detto personalmente, durante un evento alla Casa Bianca, che la questione UFO sta per venire a galla.
SARÀ DAVVERO DONALD TRUMP HA SVELARE TUTTA LA VERITÀ SUGLI UFO?
Che pensare? Sono affermazioni incredibili. Eppure Grusch non è un testimone comparso dal nulla: ha lavorato nell’intelligence americana, ha rappresentato il National Reconnaissance Office nella UAP Task Force e nel 2023 ha portato davanti al Congresso, sotto giuramento, una parte sostanziale delle sue accuse. Per questo, più i suoi racconti diventano straordinari, più pesa la domanda fondamentale: che cosa sta accadendo davvero? Se Grusch racconta la verità, allora una parte fondamentale della realtà nella quale viviamo ci è stata nascosta quanto meno per decenni. Ma esiste anche l’altra possibilità: che Grusch sia il terminale di una gigantesca operazione di disinformazione.
DAVID GRUSCH, AL CENTRO, DURANTE L’AUDIZIONE AL CONGRESSO NEL 2023
Consapevolmente, come volto credibile di una narrazione costruita a tavolino; oppure inconsapevolmente, perché qualcuno potrebbe aver mescolato prove autentiche e false fino a convincerlo della veridicità dell’intero quadro. Del resto è lui stesso ad ammettere di aver temuto un’«operazione di inganno o una rivelazione parziale e controllata». Naturalmente, tra questi due estremi esiste un’enorme zona grigia, nella quale verità, errori, testimonianze sincere e disinformazione possono sovrapporsi. Ma dopo questa intervista una cosa appare evidente: le affermazioni di Grusch hanno raggiunto una portata tale da non poter restare circoscritte a un ristretto giro di “complottisti”. Se quelle immagini esistono, se quei corpi sono stati recuperati, se quelle strutture sono davvero là sotto, prima o poi dovranno emergere prove che il mondo possa vedere. Fino ad allora rimane una domanda centrale: David Grusch sta dicendo la verità?
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