«Ero seduto in cortile con due amici. Sopra casa mia, abbiamo visto un’enorme sfera luminosa di luce bianco-blu, ma sembrava solida e la luce non si irradiava da essa. La sfera, poi, ha accelerato dolcemente e l’abbiamo osservata per circa 40 secondi mentre si allontanava nel cielo notturno, diventando indistinguibile dalle stelle. Questi eventi hanno cambiato profondamente la mia vita e quella dei miei amici e colleghi». «Cinque militari, visibilmente turbati, hanno descritto un enorme velivolo rettangolare, più grande di un campo da football, rimasto sospeso in silenzio per circa 45 secondi prima di allontanarsi a una velocità incredibile». «Ho assistito, come provano anche i sensori di bordo, a quattro oggetti simili a un Tic-Tac, uno dei quali è emerso dall’oceano, e che poi si sono allontanati in modo sincronizzato senza alcun rumore e senza lasciare tracce convenzionali».

Sono alcune delle affermazioni sorprendenti che sono risuonate, oggi, nel Congresso degli Stati Uniti nel corso dell’audizione incentrata su una tematica diventata urgente: ripristinare la fiducia del pubblico attraverso la trasparenza su tutto ciò che riguarda gli UAP (una volta chiamati UFO), proteggendo gli “informatori” che osano spezzare la consegna del silenzio. Davanti alla Task Force per la declassificazione dei segreti federali (istituita dall’Amministrazione Trump anche per portare alla luce decenni di misteri ed insabbiamenti sulla questione ufologica), si sono seduti in cinque: due veterani dell’Air Force, un sottufficiale in servizio della Navy, un noto giornalista investigativo e il consulente di un’organizzazione no-profit che vigila su corruzione, abusi di potere e illeciti compiuti dal Governo e protegge i cosiddetti “whistleblowers”. Ma ecco chi sono e cosa hanno detto- sotto giuramento– i principali testimoni.

Jeffrey Nuccetelli, ex agente di polizia militare nell’USAF, ha parlato di cinque incidenti avvenuti tra il 2003 e il 2005 nella base aerea di Vandenberg (dalla quale si effettuano lanci spaziali): di uno di questi è stato testimone diretto, gli altri li ha indagati. Come il sorvolo sopra la base di un gigantesco oggetto volante (grande come un campo di football americano), di colore rosso, noto ora come “il Quadrato Rosso di Vandenberg”, visto da vari testimoni, il 14 ottobre 2003. La sua esperienza personale, invece, è avvenuta mentre era fuori servizio, nel cortile di casa, con altri due colleghi. Insieme hanno notato una strana luce pulsante che si spostava in modo istantaneo da un punto all’altro del cielo, fino poi avvicinarsi al tetto dell’abitazione, mostrandosi come un oggetto solido, molto luminoso, ma che non irradiava luce. Dopo poco, la misteriosa presenza si è allontanata confondendosi tra le stelle. Per lui, farsi avanti come testimone è un modo per rivendicare il diritto del popolo americano di conoscere la verità su questo sfuggente fenomeno.

Anche Dylan Borland, ex specialista di Intelligence geospaziale per l’Aeronautica statunitense ed esperto nell’analisi di radar e video, ha raccontato un’esperienza personale che lo ha colpito. Mentre si trovava nella base militare di Langley, nel 2012, ha visto da vicino un triangolo equilatero “dalla struttura fluida”, lungo circa 30 metri, in volo sopra l’hangar della NASA. «Questo velivolo interferiva con il mio telefono, non emetteva alcun suono e il materiale di cui era fatto sembrava fluido o dinamico. Sono rimasto sotto questo velivolo triangolare per alcuni minuti, poi è rapidamente salito a livello di un jet commerciale in pochi secondi. Non mostrava alcun disturbo cinetico, suono o spostamento del vento.» Per il suo lavoro di analista e il coinvolgimento in un Programma ad Accesso Speciale segreto , Borland ha affermato di aver acquisito una conoscenza diretta di velivoli e tecnologie non umane e per questo di aver subito ritorsioni e rappresaglie dai suoi superiori. Inoltre, ha espresso la sua delusione per come la sua testimonianza sia stata trattata dall’AARO, a suo avviso per nulla interessato a fare davvero chiarezza sul tema UAP.

Incredibile anche l’avvistamento di cui è stato testimone Alexandro Wiggins, sottufficiale di Marina. Il 15 febbraio 2023, mentre si trovava a bordo della nave da combattimento USS Jackson al largo della California, insieme ai suoi commilitoni ha visto con i suoi occhi un oggetto luminoso simile al celebre “Tic-tac” emergere dall’oceano per unirsi ad altri tre oggetti simili. I quattro velivoli sconosciuti sono poi spariti simultaneamente, in modo quasi istantaneo, senza produrre boom sonici. Inoltre, secondo la sua dichiarazione depositata agli atti del Congresso, gli intrusi non avevano alcuna forma visibile di propulsione e non hanno lasciato tracce (come gas di scarico o altro) nel cielo. Oltre che visivamente, questo incontro ravvicinato è stato confermato da vari sensori presenti sulla nave militare, dai tracciati radar e da un video ripreso quel giorno: Wiggins lo ha consegnato al regista Jeremy Corbell e al giornalista George Knapp, “per garantire l’esistenza di una documentazione accurata e di prima mano e per ridurre lo stigma per altri militari che potrebbero avere osservazioni simili.” Il video è stato mostrato in aula.

Proprio George Knapp, capo reporter dell’emittente KLAS-TV di Las Vegas, era seduto vicino a lui, davanti alla Task Force presieduta dalla rappresentante Anna Paulina Luna. Knapp ha sintetizzato alcune delle sue inchieste principali, dai misteri dell’Area 51 alle operazioni segrete di retro-ingegneria su oggetti precipitati dalla tecnologia sconosciuta, fino agli X-File dell’ex URSS: dopo 38 anni di indagini giornalistiche e centinaia di interviste, si è persuaso che sia tutto vero. «A convincermi sono state le enormi pile di documenti governativi che dipingono un quadro molto diverso da quello che viene raccontato al pubblico sugli UFO», ha scritto nella sua dichiarazione giurata. Ha anche rivelato che vari testimoni sono stati minacciati da gente “tipo Men in Black” per evitare che gli raccontassero quello che sapevano sugli UFO.

Il giornalista, poi, ha deciso di consegnare tutto il materiale ottenuto dal Ministero della Difesa russo al Congresso, per renderlo integralmente pubblico: «Ho condiviso molto del mio materiale con L’AAWAP (il Programma di Applicazione per Sistemi d’Armi Aerospaziali Avanzati) e la BAASS (Studi spaziali avanzati della Bigelow Aerospace): hanno creato un team congiunto per tradurli e analizzarli, molto meglio di quanto potessi fare io da solo. Il rapporto completo è incluso in uno di quei documenti inediti presentati alla DIA e ancora conservati lì, ma ci è stato permesso di pubblicare una breve sinossi, che rivela l’esistenza di un programma molto più ampio del Thread III, un gruppo oscuro noto come Unità 73790, che controllava tre distinti programmi UFO, quindi uno sforzo molto più grande di quanto chiunque abbia mai saputo prima. Sembra che fossero molto più avanti di noi già 30 anni fa,» ha chiosato. Il deputato Eric Burlison ha poi mostrato un filmato radar di difficile spiegazione: si vede un missile Hellfire statunitense colpire un oggetto volante non identificato sopra l’oceano. Non solo l’oggetto non subisce danni, ma continua imperterrito la sua corsa mentre il missile viene deviato senza esplodere, come se rimbalzasse su una superficie impenetrabile. L’epIsodio a dir poco bizzarro è avvenuto il 30 ottobre 2024, al largo delle coste yemenite, quando un drone militare ha cercato (senza successo) di abbattere la sfera luminosa con un proiettile di 45 kg. A registrare la scena, un secondo drone.

È questa la terza audizione sugli UAP che si svolge al Congresso americano in poco più di due anni, a dimostrazione dell’enorme interesse che la questione riveste Oltreoceano. È un argomento che viene preso molto sul serio, senza risatine e imbarazzi- come accade ancora troppo spesso da noi- anche grazie all’autorevolezza dei protagonisti di questa fase di disclosure : ex membri delle Forze Armate e dell’Intelligence, esponenti del mondo accademico e della cultura, personalità in vista del mondo civile. L’obiettivo: comprendere la reale natura del fenomeno, ormai innegabile, indurre il governo a rivelare tutto quello che sa e prepararsi alle inevitabili ricadute (in ambito tecnologico e scientifico, ma anche da un punto di vista umano, sociale e filosofico) che la presenza in mezzo a noi di Entità Non Umane (NHI, la sigla in inglese) comporterà. È questo lo scopo dichiarato anche della SOL Foundation, un’organizzazione fondata dal medico genetista Garry Nolan, dall’antropologo Peter Skafish (tra i pochi ammessi come pubblico all’audizione del 9 settembre 2025) e dall’imprenditore belga Jonathan Berte.

Come ci rapportiamo con il fatto che non siamo soli? Questa la domanda alla quale cercherà di rispondere il prossimo simposio organizzato dalla fondazione americana. E per la prima volta, si svolgerà al di fuori del territorio statunitense, proprio per rimarcare il carattere globale del fenomeno che non conosce confini. Tra le molteplici sedi possibili, la SOL Foundation ha scelto l’Italia per questo incontro di altissimo livello che si svolgerà infatti dal 24 al 27 ottobre sulle sponde piemontesi del Lago Maggiore, a Baveno. Tra gli ospiti più attesi, c’è sicuramente il celebre astronomo e ingegnere informatico francese Jacques Vallée che già negli Anni Settanta postulava quella che è ora l’ipotesi più accreditata, ossia l’ipotesi inter dimensionale o extra dimensionale: più che da altri mondi, oggetti volanti ed entità non umane potrebbero arrivare da altre dimensioni, attraversando i confini del nostro spazio-tempo e sfidando le leggi fisiche conosciute. A lui si è ispirato il regista Steven Spielberg per il personaggio dello scienziato francese Lacombe nel film-cult “Incontri ravvicinati del Terzo Tipo”.

Ci sarà poi l’astrofisica del NORDITA (Istituto Nordico per la Fisica Teorica), Beatriz Villarroel, che ha ottenuto una grande visibilità a livello internazionale per i suoi studi sui cosiddetti “transienti”, ossia oggetti celesti che appaiono e scompaiono nella volta celeste a distanza di breve tempo su lastre fotografiche scattate da vari osservatori astronomici prima che iniziasse l’era dell’esplorazione spaziale, quindi prima del lancio dei satelliti artificiali. Scartate tutte le spiegazioni convenzionali, la dottoressa è arrivata alla conclusione che quegli oggetti luminosi (forse per luce propria o forse per il riflesso della luce solare), presenti in grande quantità nell’orbita terrestre, potrebbero essere prodotti di tecnologia non umana. Se così fosse, sarebbe la prima prova scientifica dell’esistenza di civiltà dello spazio. Dagli Stati Uniti arriverà anche l’astrobiologo Jacob Haqq-Misra, ricercatore esperto del Research
Blue Marble Space Institute of Science di Seattle. Il suo lavoro consiste nella comprensione dell’origine e della distribuzione della vita nel cosmo: studia l’abitabilità dei pianeti extrasolari, la vita extraterrestre e gli insediamenti spaziali.

Ma anche a Baveno si siederanno davanti al pubblico, per raccontare tutto quello che sanno su UAP e NHI, ex militari dall’illustre carriera, come il contrammiraglio in pensione Tim Gallaudet, già direttore ad interim del NOAA (l’agenzia nazionale americana per l’oceano e l’atmosfera), apprezzato oceanografo, e il colonnello dell’USAF a risposo Karl Nell, che dopo gli anni nell’esercito (ha lavorato anche per il Comando Spaziale), ha ricoperto incarichi apicali all’interno di gruppi privati (come l’azienda aerospaziale Northrop Grumman). Entrambi, in virtù delle loro posizioni, hanno avuto accesso a informazioni riservate ai più. Ed entrambi, nelle loro esternazioni pubbliche, ribadiscono che la cosiddetta “questione aliena” è reale. Tim Gallaudet sostiene che il luogo migliore nel quale andare a cercare NHI nascoste sul nostro pianeta sono gli oceani, inesplorati per quasi l’80 per cento, mentre di Karl Nell si ricorda la frase pronunciata a New York durante un evento pubblico: parlando di intelligenze non umane, già in contatto con noi, ha detto di avere “zero dubbi” in merito. Senza dimenticare la partecipazione di Jake Barber, l’ex pilota USAF che sostiene di aver partecipato a operazioni di recupero di oggetti volanti non identificati e di aver vissuto esperienze straordinarie.

L’appuntamento della SOL si annuncia come davvero epocale. Per la prima volta, sarà possibile ascoltare i ricercatori più quotati, gli accademici più in vista e i militari meglio informati sulla questione aliena in un unico evento di grande rilievo internazionale. E tutto questo accadrà a casa nostra… A Baveno– piccolo gioiello affacciato sul Lago Maggiore- in una location esclusiva (il Grand Hotel Dino) sono attese centinaia di persone provenienti dagli Stati Uniti, dal continente europeo e dal resto del mondo. Tutti qui, per ascoltare e comprendere che non c’è molto da scherzare. Non si parla di “omini verdi” o di Goldrake, ma di una realtà che presto potrebbe trasformare per sempre il modo di intendere la nostra stessa esistenza sul pianeta, provocare un profondo shock culturale, spazzare via millenni di credenze, stravolgere la vita di miliardi di persone. Meglio sapere, meglio essere preparati. Si può prenotare un biglietto per questo straordinario simposio della SOL Foundation a questo link, con molte altre informazioni utili.






