Alla fine, il mondo si è reso conto che la questione aliena non è più soltanto il pretesto ideale per meme e battute, bensì una tematica di grande serietà che coinvolge i governi ai massimi livelli. Questo è, in sintesi, quanto accaduto nell’ultima settimana. Il botta e risposta tra Barack Obama (“Gli Alieni sono reali”) e Donald Trump (“Non era autorizzato a dirlo, ha rivelato informazioni classificate”) ha fatto letteralmente il giro del globo, approdando finalmente nei telegiornali e sui quotidiani anche di casa nostra. Dopo la promessa (via social) del presidente degli Stati Uniti che ha incaricato il Dipartimento della Guerra (alias, il Pentagono) e le altre agenzie coinvolte di rendere pubblici tutti i documenti relativi al tema, la domanda che sorge spontanea è: cosa accadrà adesso?

Se lo chiedono tutti i principali protagonisti che, a vario titolo, si sono impegnati per raggiungere questo traguardo- la cosiddetta disclosure, ovvero un’apertura totale e una trasparenza completa dopo decenni di falsità, mistificazioni e negazioni. Ricercatori, informatori, politici, testimoni oculari e semplici appassionati attendono ora il prossimo passo di Trump, ciascuno con speranze e aspettative. Una certa apprensione emerge dalle dichiarazioni di Chris Mellon e Lue Elizondo. Mellon (nello staff dell’Intelligence dei presidenti Clinton e Bush figlio) in un post ha valutato positivamente la decisione dell’amministrazione americana, ma ha anche messo in guardia: «Praticamente tutti i documenti rilevanti sono coperti da segreto e identificarli e declassificarli sarà un processo lungo e complicato.»

Ha poi proseguito: «La mia preoccupazione è che uno sforzo da parte del ramo esecutivo, se ostacolato da lotte interne e da sfumature legate alla classificazione, possa risultare parziale o incompleto, come abbiamo visto di recente con altri tentativi di disclosure non correlati». Da parte sua, Elizondo, in un’intervista online con Matt Ford, si è rivolto direttamente ai “Gatekeeper”, ossia a coloro che vogliono ostacolare o boicottare il processo, affermando: “Vi conviene fare chiarezza… Sappiate che in questo momento avete un bersaglio puntato addosso, le cose potrebbero diventare molto scomode per voi sia dal punto di vista professionale che personale se non vi conformate! In questo Paese abbiamo regole e leggi, e se il Presidente dà un ordine ed è un ordine legittimo, è meglio che lo eseguiate… Punto.”

Anche i parlamentari americani, in particolare coloro che da tempo si battono per ottenere informazioni, hanno reagito pubblicamente. Jared Moskowitz, intervistato in televisione, ha prospettato a breve una conferenza stampa bipartisan per intensificare la spinta verso la disclosure: anche il Congresso, ha dichiarato, deve agire. La presidente della commissione per la declassificazione dei segreti federali, Anna Paulina Luna, ospite di Fox News, ha invece ribadito un concetto già espresso, ma ugualmente sconvolgente. Innanzitutto, ha affermato che, durante briefing a porte chiuse e altamente riservati, ai membri del Congresso sono state mostrate foto e immagini video che ora inizieranno a essere rese pubbliche.

Come esempio, ha citato il filmato ormai celebre presentato durante l’ultima audizione congressuale, consegnato in forma anonima al deputato Eric Burlison dall’interno del Dipartimento della Guerra: si tratta del video del missile Hellfire che colpisce un oggetto non identificato, non esplode ma viene semplicemente deviato, mentre l’UFO si divide in più parti senza alterare la propria traiettoria. Sulla base dei briefing e delle testimonianze ricevute dal Congresso, Luna ha definito “estremamente probabile” che parte di questa tecnologia non sia di origine umana. Anzi, ha aggiunto che alcuni movimenti e la “fisica” di questi oggetti non corrispondono alle nostre attuali conoscenze, inclusa la modalità con cui questi velivoli operano nello spazio e nel tempo.

Per questo motivo, già nell’intervista con Joe Rogan e ora nuovamente con Fox News, la congresswoman ha parlato di “esseri inter dimensionali” capaci di operare all’interno o persino al di fuori dello spazio-tempo che noi sperimentiamo, sottolineando come questa idea non sia frutto della sua immaginazione, ma derivi da informazioni ed evidenze presentate ai legislatori. A questo proposito, va sottolineato quanto affermato da Tom Delonge, fondatore di To The Stars Academy, che ha precisato cosa si intende, a livello governativo, per ET: «Il termine esatto che i miei contatti nel governo hanno utilizzato è Gli Altri. Non è il Fenomeno, non sono Alieni. Il modo in cui mi è stato spiegato è che sono dei, con la d minuscola. Non sono extraterrestri perché sono sempre stati qui.»

Non poteva mancare, poi, il commento di Avi Loeb, l’astrofisico di Harvard che da anni invita la comunità scientifica ad adottare un approccio più aperto nei confronti della possibile interazione con le Intelligenze non Umane. Dopo l’annuncio del presidente americano e alla vigilia del Discorso sullo Stato dell’Unione, il professor Loeb ha dichiarato: «Il mio messaggio è semplice. Il Discorso sullo Stato dell’Unione si terrà martedì 24 febbraio 2026. Per favore, includete una dichiarazione sullo Stato dell’Universo. Se abbiamo prove dell’esistenza di un vicino, sarebbe entusiasmante saperne di più. Una tale conoscenza cambierebbe il futuro dell’umanità. La risposta alla domanda di Enrico Fermi: ‘Dove sono tutti?’ sarebbe: ‘Proprio qui’.»

A poche ore dall’annuncio presidenziale, poi, Mark Christopher Lee- il regista britannico che per primo ha diffuso la voce di un discorso sull’esistenza degli Alieni già scritto da Trump e previsto per il prossimo luglio- ha postato un “aggiornamento urgente”, con le ultime rivelazioni ottenute da una sua fonte anonima della Casa Bianca. La “talpa” lo ha informato di una forte resistenza all’interno dell’amministrazione e di alcune parti del Pentagono, perché credono che gli UFO siano collegato a fenomeni demoniaci e per questo sarebbero terrorizzati all’idea di dire la verità al pubblico. Non solo… «Il mio contatto afferma che ci sono prove che alcuni UAP siano interdimensionali piuttosto che extraterrestri. Questo potrebbe spiegare perché Trump ha definito la questione “complessa”.»





