A tre settimane dalla sua scomparsa, il caso del generale dell’Aeronautica in pensione William Neil McCasland, con una laurea in ingegneria aerospaziale, è molto più di un fatto di cronaca: è ormai diventato un vero enigma nel quale si intrecciano programmi segreti, scienziati morti e ipotesi che sembrano uscite da una spy story. Più passano i giorni, più emergono dettagli che rendono difficile credere a un allontanamento volontario o a un incidente. A partire da un elemento che inquieta gli osservatori più attenti: quello di McCasland non sarebbe un caso isolato.

Secondo informazioni circolate negli ambienti investigativi e rilanciate da ricercatori indipendenti, il generale sarebbe stato coinvolto, anni fa, nello stesso programma di ricerca di altri due importanti studiosi: l’ingegnere del Jet Propulsion Laboratory della NASA Monica Reza e lo scienziato Dallis Hardwick. I due, tra il 2011 e il 2013, lavoravano all’interno dell’Air Force Research Laboratory della base aerea di Wright-Patterson (all’epoca, sotto il comando di McCasland) su una superlega avanzata, considerata fondamentale per i motori dei razzi americani. Una sorta di “catena di custodia” tecnologica: Reza co-inventrice del materiale, Hardwick responsabile della qualificazione e McCasland supervisore dell’intero programma.
Oggi, nessuno dei tre è più in gioco. Hardwick è morto di cancro nel 2014. Monica Reza è scomparsa nel giugno 2025 durante un’escursione nell’Angeles National Forest, svanita a pochi metri dal compagno, con tracce termiche inesistenti e la pista olfattiva interrotta accanto a un berretto. Il suo corpo non è mai stato trovato, eppure pochi giorni dopo è stata dichiarata morta e le indagini si sono chiuse. L’ultimo, McCasland, è sparito nel nulla il 27 febbraio dalla sua casa di Albuquerque. Anche lui, senza lasciare traccia. Coincidenze? Forse.

Durante una conferenza stampa, le autorità locali hanno cercato di riportare il caso su un piano più concreto, pur smentendo che l’anziano generale fosse apparso “disorientato e confuso”. Il tenente Kyle Woods, dell’Ufficio dello Sceriffo della Contea di Bernalillo, ha dichiarato: «Dobbiamo guardare alla realtà. Verifichiamo ciò che ci viene presentato e perseguiamo i fatti che possiamo trovare. Apprezzo che ci sia una comunità che vuole addentrarsi nella tana degli UFO, ma al momento possiamo basarci solo sui fatti.» Una posizione prudente, ma che non chiude del tutto la porta a scenari più complessi. Anche perché alcuni dettagli della scomparsa restano difficili da spiegare: secondo quanto emerso, la moglie avrebbe lasciato McCasland con un manutentore, per poi tornare un’ora dopo e non trovare più nessuno.

Spariti entrambi, insieme a portafoglio, pistola e uno zaino. Ma non il cellulare del generale (facilmente tracciabile), rimasto al suo posto. Una dinamica che molti definiscono “non compatibile con una scomparsa ordinaria”. A rendere il quadro ancora più inquietante, è l’intervento del deputato statunitense Eric Burlison, impegnato nel tema della disclosure sugli UAP. In un’intervista con il regista Jeremy Corbell e il giornalista George Knapp, Burlison ha dichiarato che David Grusch (nota “gola profonda” e ora suo stretto collaboratore) avrebbe tentato di contattare McCasland proprio in relazione al fenomeno UFO, senza successo. Un dettaglio che apre scenari delicati: perché cercare proprio lui? Questo fatto potrebbe aver innescato la sua scomparsa?

Ma Burlison ha anche detto pubblicamente di aver ricevuto una sorta di “avvertimento” da parte di una persona all’interno delle forze speciali dell’Intelligence: lo ha invitato a non contattare due possibili informatori che aveva nella sua lista se non voleva grossi guai.«Sono stato avvisato di non raggiungere quei due individui perché loro avevano le capacità di farmi uccidere e non avrebbero avuto problemi a farlo», le sue parole. In precedenza, sempre durante un’intervista, l’attuale Segretario di Stato Marco Rubio (anche lui, da senatore, in prima linea per chiedere trasparenza sulla questione UFO/UAP) aveva chiaramente fatto intendere che le sue conoscenze sui programmi altamente classificati, legati al recupero di oggetti volanti sconosciuti e alla retro-ingegneria, derivavano da incontri con “informatori di prima mano”, con “altissime autorizzazioni” e “in posizioni importanti”, che gli avevano detto di temere per la loro incolumità. Un ritratto, questo, che sembra corrispondere all’alto profilo del generale dell’USAF scomparso.

A rafforzare l’ipotesi sulla centralità, in tutto questo mondo segreto all’interno delle agenzie governative americane, di Neil McCasland è una lettera che lo riguarda, emersa in questi ultimi giorni. Si tratta di una e-mail del 2015 scritta da Tom DeLonge, il cantante rock fondatore di To The Stars Academy, all’allora consigliere di Hillary Clinton, John Podesta. In quel documento, DeLonge descriveva l’alto ufficiale in termini molto espliciti: «Ha detto di essere uno scettico, ma non lo è. Ci sto lavorando insieme da quattro mesi. Ho appena finito di fargli una presentazione di quattro ore su tutto il progetto poche settimane fa. Fidati, i consigli sono già arrivati su come fare tutto questo. Deve solo dirlo pubblicamente, ma è molto, molto informato – perché era lui a capo di tutto quanto. Quando avvenne l’incidente di Roswell, portarono tutto al laboratorio della base aerea di Wright-Patterson. Il generale McCasland era a capo proprio di quel laboratorio fino a pochi anni fa. Non solo sa cosa sto cercando di realizzare, ma mi ha anche aiutato a mettere insieme il mio team di consulenti. È un uomo molto importante.» Parole che, lette oggi, assumono un peso completamente diverso.

Se McCasland era davvero così informato, il suo ruolo potrebbe essere stato molto più rilevante di quanto si sia mai saputo pubblicamente. Ed è proprio qui che il caso può essere interpretato con due scenari opposti, ma entrambi inquietanti. Il primo: McCasland potrebbe essere stato fatto sparire- sequestrato o persino ucciso– per impedirgli di rivelare informazioni sensibili, magari proprio nell’ambito delle audizioni congressuali sulla disclosure UAP. Il secondo: potrebbe essere stato lui stesso a decidere di sparire, da solo o con l’aiuto dei servizi segreti, per proteggere sé stesso e i segreti di cui è custode, entrando in una sorta di “rifugio sicuro”. Nel frattempo, gli investigatori continuano a ripetere che non ci sono prove concrete di un coinvolgimento criminale o di elementi legati agli UFO. Eppure, la sensazione è diversa: troppe coincidenze, troppe minacce, troppi silenzi. E una domanda: il generale Neil McCasland è davvero solo un uomo anziano scomparso o è l’ultimo anello di una catena che qualcuno non vuole che venga mai ricostruita?





