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La nuova equazione di Drake aumenta il numero di civiltà aliene

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Quante sono le civiltà aliene nella nostra sola galassia? Nessuna, dicono i più scettici tra gli scienziati, convinti di poter trovare, al massimo, qualche microrganismo al primo stadio dell’evoluzione.  Centinaia, pensano invece gli ufologi, che sognano un imminente contatto con i nostri fratelli maggiori dello spazio. Ma si sbagliano entrambi gli schieramenti contrapposti. Nella Via Lattea esistono infatti migliaia di popoli extraterrestri. Per l’esattezza, 4.590.

NELLA NOSTRA GALASSIA ESISTEREBBERO 4.590 CIVILTÀ ALIENE

A indicare questo numero- ovviamente, solo una stima – è l’astronomo Claudio Maccone che ha rivisitato ed interpretato la celebre “Equazione di Drake”, ovvero la formula matematica ideata dallo scienziato americano Frank Drake negli anni ’60, all’inizio dell’esplorazione spaziale, per calcolare la possibilità di entrare in contatto con forme di vita intelligente nell’Universo.

Una formula decisamente complessa, basata su fattori ipotetici e variabili. Il numero delle potenziali civiltà aliene nella nostra galassia è infatti pari a  R*fp x ne x fl x fi x fc x L , dove R* è il tasso medio annuo di nuove stelle nella Via Lattea,  fp è la frazione di astri dotati di pianeti,  nè il numero di pianeti potenzialmente abitabilifl  è la frazione di quelli che ospitano forme di vita,  fi è la frazione dei mondi con esseri intelligenti fc  è la frazione di civiltà in grado di emettere radiazioni elettromagnetiche per comunicare mentre L è la loro durata nel tempo.

Le ultime scoperte di pianeti extrasolari hanno però rivelato che probabilmente i pianeti sono molto più diffusi di quanto si potesse immaginare 50 anni fa e si è resa indispensabile un’attualizzazione della Classica Equazione di Drake- indicata anche con l’acronimo in inglese CDE- trasformandola nella Equazione di Drake Statistica ( o SDE). A farlo, appunto,  lo scienziato italiano.

FRANK DRAKE ACCANTO ALLA SUA NOTA FORMULA

La nuova SDE si basa su uno dei Teoremi Centrali del Limite, sviluppati all’interno del calcolo delle probabilità e utilizzati per rappresentare, in modo standard, una sequenza di variabili casuali. In questo modo, ogni valore ipotetico della vecchia equazione viene normalizzato secondo i parametri accettati dal SETI ( il programma “Search for Extra-Terrestrial Intelligence”). Così si è arrivati ad una stima delle potenziali civiltà extraterrestri un po’ più precisa rispetto a quanto non avvenisse in passato.

L’astronomo ha dunque stabilito che il numero ipotetico è compreso tra 0 e 15.785, con una media approssimata di 4.590– circa un migliaio in più rispetto alla classica equazione di Drake.  Non solo. La formula rivisitata da Claudio Maccone permette di abbassare drasticamente la distanza alla quale queste società galattica vivono, ovvero ad una media di 2.670 anni luce dalla Terra. Infatti c’è il 75% delle possibilità che gli E.T. si trovino tra 1.361 and 3.979 anni luce da qui.

LE MEGA-ANTENNE UTILIZZATE DAL SETI

Una distanza tuttavia pur sempre enorme, che sembrerebbe escludere ogni possibilità di comunicazione: qualsiasi segnale radio inviato da un mondo tanto remoto impiegherebbe tempo immemorabile per giungere sul nostro pianeta. Oltre i 500 anni luce, dicono i ricercatori, le possibilità di captarli è pari a zero. Ecco spiegato il “Silenzio Assordante” registrato finora dalle strumentazioni del SETI. Sempre ammesso che civiltà tanto evolute usino davvero i segnali radio e non una tecnologia ignota che noi, troppo primitivi, non siamo in grado nemmeno di riconoscere. Figuriamoci se riusciamo a capirla…

 SABRINA PIERAGOSTINI

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