Ha vissuto fin dalla prima infanzia un’esperienza fuori dal comune, costantemente accompagnata da energie, entità e presenze. Questa sensibilità- inizialmente difficile da controllare e per lei spaventosa- l’ha spinta a intraprendere un lungo e profondo percorso personale. Così, Cristina Tarika Di Maggio ha imparato a dominare e gestire la propria capacità, affinando il raro talento di medium visiva: non solo sarebbe capace di sentire, ma anche di vedere fisicamente gli spiriti. Un dono, dice, che le permette di entrare in contatto con un universo invisibile ai nostri sensi, che si estenderebbe oltre i confini della nostra percezione quotidiana.

Ma il mondo che Tarika (“Stella”, in sanscrito) descrive non è popolato esclusivamente dalle anime dei defunti e dalle guide spirituali: comprende anche esseri incorporei che non hanno mai vissuto un’esperienza terrena e che comunemente potremmo definire Alieni o Intelligenze non Umane, esistenti in una realtà inter/extra dimensionale. La medium racconta di aver avuto contatti straordinari con questi esseri, esperienze che lei stessa definisce eccezionali e radicalmente diverse. Durante la canalizzazione, avvertirebbe frequenze energetiche molto forti; incorporandole, sentirebbe cambiamenti nel proprio corpo e non sarebbe in grado di dare una forma fisica a queste presenze prive di memorie umane. Eppure, assicura la sensitiva, le interazioni sono sempre improntate alla collaborazione con l’umanità. «Le loro risposte sono scientifiche, ma anche piene di amore. Per mè è stato bellissimo, di una intensità pazzesca», racconta.

Nella seconda parte dell’intervista di Extremamente, Tarika si confronta anche con alcune delle domande più antiche dell’essere umano: cosa accade quando lasciamo il nostro corpo fisico? È possibile scegliere la propria reincarnazione? Esistono davvero anime senza pace intrappolate nell’Aldiqua? E, soprattutto, qual è il vero significato della morte? Le sue risposte si rivelano allo stesso tempo destabilizzanti e rassicuranti e aprono alla possibilità che la fine della vita terrena non sia affatto la conclusione, bensì l’inizio di una nuova e più grande avventura. L’idea che trasmette è quella di una speranza profonda: il passaggio Oltre la Soglia rappresenterebbe un viaggio verso dimensioni sconosciute, piene di amore e di pura felicità.







