15 Luglio 2026
Mauro Biglino:”Navi spaziali ed armi micidiali nell’Antico Testamento”
14 Agosto 2011
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14 Agosto 2011
<Se si parte dal presupposto che la Bibbia sia un testo di cronaca, si deve credere a tutto quello che viene scritto. Se invece il presupposto è che sia un testo teologico, allora certi passi vengono esclusi perchè “impossibili”. Io sostengo che nella Bibbia si parli esplicitamente di astronavi e nel mio libro elenco anche i passi che solitamente non vengono presi in considerazione da questo punto di vista. Il più famoso, come sappiamo, è la “visione” di Ezechiele che racconta di un carro celeste. Ma non è l’unico. Anche Jahweh appare a Mosè su una macchina volante dalle caratteristiche particolari- perché uccide chi gli sta vicino. Dio non può controllarne gli effetti, così invita Mosè a starne lontano oppure a nascondersi dietro a delle rocce per non rimare ucciso. Insomma, quello che Dio non può fare- controllare gli effetti delle sua macchina- lo fa una semplice pietra. Eppure la traduzione consueta di questo passo recita: “Mosè vide la gloria di Dio”. Un concetto astratto- la gloria- al posto di uno concreto- una macchina. E’ un percorso senza senso, salvo voler ricorrere al concetto che la religione usa spesso: il mistero. Perchè col mistero si può dar spiegazione a ciò che è inspiegabile. Ma se si legge letteralmente il testo, non ce n’è bisogno. E’ tutto così chiaro!>
E di macchine strane, dai poteri soprannaturali, nell’Antico testamento se ne trovano… Forse quella più enigmatica, sparita nel nulla già in epoche remote, è la famosa Arca dell’Alleanza. In grado- dice la Bibbia- di incenerire non solo i nemici, ma anche gli sprovveduti che osavano avvicinarsi troppo ad essa.
<Sì, sorprendeva anche me il fatto che questi Elohim volessero sentire la puzza di bruciato nelle narici perché dava loro tranquillità. Lo traducevo così, tra virgolette, come recitava il testo originale, ma non lo capivo. Così ho iniziato a raccontarlo nelle mie conferenze, consapevole che prima o poi qualcuno mi avrebbe detto: “Stai dicendo una colossale cretinata”. E invece dagli interventi in sala da parte di medici e neurofisiologi ho capito. Mi hanno spiegato che quando cuociamo la carne sulla griglia, quando facciamo un normale barbecue, ci sono delle trasformazioni molecolari nella carne, in base ai quali gli acidi grassi assumono la struttura molecolare delle endorfine- che come sappiamo sono quegli ormoni che il nostro cervello produce per farci rilassare. Insomma, quando la Bibbia scrive- migliaia di anni fa- che gli aromi delle vittime immolate sull’olocausto erano tranquillizzanti per gli Elohim – non dice piacevoli o graditi, ma proprio tranquillizzanti…- anticipa ciò che la scienza ha appurato in epoche recenti. Quindi, dopo aver tradotto, ho ottenuto la spiegazione fisica e neurofisiologica di ciò che raccontavo solo perché così era scritto. Non solo. Mi sono imbattuto poi in un’altra ulteriore spiegazione. E me l’ha data la NASA. Infatti sembra che l’odore che più di tutto ricorda lo spazio agli astronauti sia l’odore di carne cotta. Non perché lo spazio emani questo profumo, ovviamente, ma è l’odore prodotto da un fenomeno particolare che avviene sulla loro pelle: la desquamazione produce cellule che a contatto con l’atmosfera artificiale della navicella si ossidano rapidamente, generando un odore simile alla carne bruciata. Qualche anno fa la NASA ha persino incaricato un produttore di profumi di elaborare un’essenza del genere, di modo da far abituare gli astronauti all’ odore con il quale dovranno convivere a lungo, durante le missioni spaziali. Possiamo allora supporre che agli Elohim quel profumo di griglia piacesse molto perché ricordava loro il viaggio spaziale intrapreso per arrivare sulla Terra… >CATEGORIA:
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