Cinquecento persone, provenienti da ogni parte del mondo, unite da un unico intento: scoprire natura, provenienza, motivazioni degli UFO– o, se preferite, degli UAP. Si sono ritrovate tutte in un pittoresco borgo affacciato sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, ossia Baveno, diventato per qualche giorno la capitale mondiale della ricerca ufologica. Merito della Sol Foundation, il think-tank americano promosso da due accademici (l’immunologo Garry Nolan e l’antropologo Peter Skafish) per studiare in modo scientifico uno dei misteri più grandi e dalle implicazioni potenzialmente più rivoluzionarie di tutti i tempi: la presenza di avanzate Intelligenze non Umane sul nostro pianeta.

Al Simposio Sol 2025 c’ero anch’io e ho avuto la fortuna di incontrare molti dei protagonisti, di fare la loro conoscenza e in qualche caso di intervistarli. Tutte personalità di spicco appartenenti al mondo della scienza, della cultura e della politica insieme ad ex militari e testimoni diretti di una realtà sfuggente, tuttora imbarazzante per molti, ma ormai non più eludibile. I nomi che la Sol Foundation ha chiamato a raccolta per affrontare tutti gli aspetti del fenomeno NHI (la sigla inglese delle parole Not Human Intelligence) hanno fatto di questo incontro un evento senza precedenti per l’Italia, davvero qualcosa di storico, che speriamo segni un punto di svolta nel nostro Paese, per dare inizio a una nuova fase di ricerca rigorosa e coraggiosa.

Impossibile sintetizzare in un solo articolo i concetti, gli studi, le esperienze personali, le testimonianze condivise sul palco da oltre 20 relatori. I loro interventi completi verranno pubblicati online dagli organizzatori nelle prossime settimane (un consiglio: non perdeteli). Qui, mi limito a sottolineare alcuni degli spunti a mio avviso più interessanti emersi nel corso di questa intensa tre-giorni. Innanzitutto, non è vero che scienza non si interessi degli UFO e che ne neghi l’esistenza, come sentiamo spesso ripetere dagli “esperti” intervistati da giornali e TV. Al contrario, è una tematica sulla quale gli accademici si interrogano e si confrontano– ma evitano con cura di farlo pubblicamente, per colpa di quello stigma che circonda la tematica. Più volte, dal palco, oratori con diversi background hanno usato l’espressione career killer– ossia “stronca carriera”– per ricordare quanti danni questo argomento possa provocare alla reputazione e al curriculum di chi osi semplicemente parlarne. Sì, lo sappiamo bene.

Secondo: al simposio erano presenti ovviamente tanti appassionati della materia e tanti “experiencer” (tra la folla ho riconosciuto anche il celebre scrittore statunitense Whitley Strieber, autore del libro autobiografico “Communion”, incentrato sui suoi incontri con esseri alieni), ma anche semplici curiosi, poco e mal informati dal mainstream e per questo desiderosi di capirne di più, in modo autonomo. Un bel segnale, a riprova che la tematica – nonostante venga sempre bistrattata e ridicolizzata dai soliti noti- stia incominciando a far breccia nella società civile. E tra un intervento e l’altro, nelle pause e nel tempo libero, c’è stata l’opportunità di condividere impressioni, stringere rapporti di collaborazione, creare contatti personali- insomma, fare rete, il modo migliore per far circolare le idee e le informazioni.

Non ultimo, il fenomeno UFO è apparso, come non mai, senza bandiere. Il concetto può apparire scontato: come ha ricordato il professor Avi Loeb, durante il Convegno di Torino nel 2024, per una civiltà aliena in visita sulla Terra i confini nazionali, tanto importanti per noi, non avrebbero alcun significato. Ma è valsa la pena ribadirlo soprattutto perché ad ascoltare era un pubblico prevalentemente nordamericano, abituato a considerare gli UFO una “cosa loro”. Invece, scegliendo di organizzare in Europa il suo simposio internazionale e invitando anche relatori austriaci, francesi, inglesi e italiani, la Sol Foundation ha voluto rimarcare la valenza globale di questo fenomeno, che ci vede coinvolti tutti nello stesso modo come Esseri Umani, senza distinzioni o priorità. La scelta dell’Italia come meta (niente affatto scontata) ha poi voluto essere un omaggio al Paese che per primo- per quanto ne sappiamo- ha scoperto, recuperato e studiato un oggetto volante non identificato.

Alludo ovviamente alla “fortezza volante” che secondo i documenti dell’epoca fascista e le recenti affermazioni di David Grusch, “gola profonda” dell’Intelligence statunitense, sarebbe caduta nel 1933 vicino a Magenta, nel milanese: un oggetto misterioso senza ali e senza motori… Il primo ad aver portato questo storico incidente UFO alla ribalta mondiale 25 anni fa è stato Roberto Pinotti, che ha ricevuto al Simposio Sol un’accoglienza molto calorosa. È stato un piacere per me, su gentile richiesta di Peter Skafish, presentarlo al pubblico con il giusto rilievo. Se volete saperne di più, capire di cosa si è discusso, ascoltare le opinioni dei ricercatori presenti e scoprire le testimonianze che ho raccolto, vi invito a guardare i video di Extremamente. Con il primo della serie, vi porto dietro le quinte di questo storico evento: buona visione!







