Una persona su 5, dopo un infarto, racconta di aver visto qualcosa di straordinario: un assaggio dell’ Aldilà. E secondo uno studio recente, in Italia negli ultimi dieci anni circa 40 mila persone hanno sperimentato una NDE (ovvero, una Near Death Experience, un’esperienza di premorte). Numeri importanti, che fanno comprendere la rilevanza del fenomeno, l’urgenza di trovare risposte esaurienti, la necessità di ripensare a quello che sappiamo (o crediamo di sapere) sul cervello, sulla coscienza e sulla morte stessa.

Sono questi gli interrogativi ai quali cerca di rispondere il dottor Davide Vaccarin, anestesista specializzato in terapia del dolore, il primo medico italiano ad aver scritto una tesi di laurea su questa particolare tematica. Nella seconda parte della sua video intervista con Extremamente, Vaccarin riconosce che il modello interpretativo della coscienza basato sul riduzionismo biologico e che fondamentalmente spiega tutto come una serie di reazioni chimiche, potrebbe essere sbagliato. «Anche il professor Faggin sta concentrando la sua attenzione sul fatto che la natura della coscienza sia diversa da quello che pensiamo. Quindi, non essendo un fenomeno prettamente biologico, forse-dico forse- potrebbe non finire con la morte fisica», afferma.

Vaccarin ha raccontato le testimonianze di uomini e donne rimasti tra la vita e la morte nel libro “NDE- La soglia invisibile al confine del silenzio”, di recente ripubblicato in una versione aggiornata. Molti di quei racconti- toccanti e profondamente umani- compaiono anche nel documentario “NDE: Una raccolta di testimonianze”, realizzato da Laura Pievani e che su Youtube ha superato il milione di visualizzazioni. «Molte persone, nei commenti, hanno scritto: “Dopo aver sentito queste storia, provo meno dolore per la perdita di mio padre, mia madre, mio figlio…”. Da questo punto di vista, le esperienze di premorte hanno una funzione terapeutica, sono utili durante la fase di lutto». Non solo: chi torna da quel viaggio incredibile, rivede tutta la sua scala di valori, dà più spazio ai sentimenti, diventa più spirituale. Insomma, conoscere la morte aiuta a comprendere meglio la vita.






