Da oltre quarant’anni cerca di dare una spiegazione scientifica a una serie di fenomeni luminosi che si presentano in modo ricorrente nella piccola valle norvegese di Hessdalen. Ma non si è limitato a questo. Il professor Erling Strand ha inseguito le luci in tutto il mondo- dal Messico all’Australia- convinto che tutte queste molteplici manifestazioni, se non hanno un’unica risposta, abbiano comunque una comune origine. «Gli eventi e le descrizioni sono pressoché identici. Credo che si tratti della medesima realtà. E potrebbe trattarsi di una forma di vita intelligente», spiega nella seconda parte della sua video intervista con Extremamente. Eppure, c’è molto di più…

Ora che è in pensione, l’ex docente dell’Østfold University College può lasciarsi andare in confidenze senza più timore di essere screditato o di compromettere la sua carriera. Così, ammette di aver sempre avuto delle facoltà speciali da sensitivo che per molti anni ha negato a sé stesso. «Ricordo che vedevo delle entità attorno a me, ma mi dicevo: “Ma no, non è niente! Solo immaginazione…” e me ne andavo via. Un sacco di volte! Non ci facevo molto caso a quel tempo, pensavo che fosse soltanto il mio cervello a ingannarmi o qualcosa del genere». Quando è arrivato all’accettazione di una realtà “altra” che trascende la vita quotidiana, però, le sue percezioni sono aumentate. E una volta, durante una missione in Arizona a caccia di luci anomale, ha vissuto un’esperienza straordinaria. Soprattutto perché è stata ripresa dalle telecamere.

Di notte, nel deserto, il professore ha percepito un’intensa energia che gli ha letteralmente fatto rizzare i capelli in testa. “Per me, era un fantasma, una persona non più fisica», spiega. Ha cercato di interagire con essa, chiedendole una sorta di fusione. E nel filmato, si vede una luce che scende dall’alto e colpisce la schiena di Strand. Poco dopo, un’altra richiesta: quella di ricevere un segnale. E subito, nel video compare un’altra luce, per una frazione di secondo, che attraversa l’inquadratura accanto a lui. «Per me, è stata una forma di comunicazione, una risposta», dice convinto. Nello stesso luogo, poi, all’alba, due scatti fotografici hanno immortalato una luce tra i rami di un albero e una sagoma trasparente di forma umana, che nessuno aveva notato ad occhio nudo.

Fenomeni soprannaturali, paranormali, extra umani- ma in ogni caso, reali, dimostrati oggettivamente dalle strumentazioni usate sul campo, negli Stati Uniti come in Norvegia. E la capacità di entrare in connessione mentale, a livello di coscienza, con oggetti sconosciuti ed entità non umane non può essere esclusa. «Siamo molto più connessi a ciò che ci circonda di quanto la maggior parte delle persone sia consapevole. Ma chi non ci crede, o meglio, chi non ha il coraggio di crederci, semplicemente non vedrà mai nulla». Insomma, un’intervista da non perdere. La versione integrale in inglese è a cura del canale Youtube “Something is up” di Antonio Virzì.






