«Allacciate le cinture e preparatevi a immergervi nel vero racconto di un’avventura straordinaria che potrebbe cambiare per sempre la vostra prospettiva su quello che è probabilmente il più grande mistero del nostro tempo.» Scrive così Nick Pope, celebre indagatore del fenomeno UFO/UAP, nella prefazione del libro dello scrittore americano Raymond Szymanski appena “atterrato” nel mercato editoriale italiano. Il titolo originale del libro (“Swamp Gas My Ass”- un gioco di parole un po’ imbarazzante…) è diventato, nella versione italiana curata da me, “Una menzogna americana”. Perché di questo parla: di una grande falsità, usata dal Governo di Washington per smentire la realtà UFO. Lo trovate su Amazon. Un regalo perfetto, no?

Al centro di “Una menzogna americana” c’è il cosiddetto caso dell’UFO “gas di palude” del Michigan del 1966, uno degli episodi più discussi e controversi nella storia dell’ufologia americana. Per alcuni giorni, nel marzo di quell’anno, decine di testimoni – tra cui molti agenti di polizia – segnalarono la presenza non solo di strane luci, ma anche di oggetti anomali nei cieli di questo popoloso stato del Nord America. Tuttavia, la versione ufficiale ridusse tutto a “gas di palude”, ossia a bolle di gas metano– prodotte dai vasti acquitrini della regione- che prendevano fuoco spontaneamente: una spiegazione che sollevò più dubbi che risposte, ma che fu sostenuta dall’astronomo J. Allen Hynek (consulente del Progetto Blue Book, il programma dell’Aeronautica statunitense incaricato di indagare sugli UFO) anche di fronte alla prima audizione sui dischi volanti mai promossa dal Congresso degli Stati Uniti.

Quei clamorosi avvistamenti vennero dunque derubricati a semplici fenomeni naturali e così sarebbero rimasti per sempre, se Ray Szymanski- per oltre 40 anni ingegnere informatico presso la base aerea di Wright-Patterson- non avesse deciso di vederci più chiaro. Una volta in pensione, Szymanski si era riproposto di dimostrare, una volta per tutte, che gli UFO erano solo fantasie, ma si è poi ritrovato tra le mani una tale quantità di dati nascosti, informazioni manipolate, testimonianze convincenti e prove inconfutabili che ha presto cambiato idea. Così, la sua missione è diventata quella di smascherare il cover-up che per 80 anni ha insabbiato la verità. Nel caso del Michigan, l’autore è riuscito a trovare un testimone-chiave, che non aveva mai rivelato a nessuno la sua storia strabiliante: quand’era un giovane pilota militare di stanza nel Michigan, era stato mandato con un collega a intercettare un UFO. Proprio nel marzo 1966.

Le 30 ore di registrazione di quella intervista sono il cuore pulsante del libro. Il colonnello dell’USAF Gary Carroll ha raccontato ogni minimo dettaglio di quel giorno speciale: la ricerca dell’oggetto misterioso, le fasi dell’inseguimento, gli agganci sul radar, la sensazione di incertezza, le ipotesi sulla sua natura. La lettura è appassionante: sembra di essere nella cabina di pilotaggio con lui, di rivivere le stesse emozioni, grazie anche allo stile dell’autore, a tratti ironico e auto ironico, che ha mantenuto il gergo militaresco del testimone senza omettere alcun particolare. Nessun dubbio sull’affidabilità del colonnello Carroll: Ray Szymanski ha potuto controllarne le credenziali e lo stato di servizio, impeccabile, di ufficiale dell’Aeronautica militare americana pluridecorato per il coraggio dimostrato sia contro i MiG coreani sul Mar del Giappone sia contro quelli sovietici che sconfinavano, durante la Guerra Fredda, nei cieli dell’Alaska.

La vicenda riportata alla luce da Szymanski e la verità del colonnello Carroll sono state al centro di un puntata di Mission Unexplained, il programma trasmesso dal canale Discovery. Dalla pubblicazione del libro “Swamp Gas My Ass”, l’autore è stato invitato a vari eventi come relatore sia negli Stati Uniti che in Europa (lo scorso aprile, anche in Italia, a Cremona), sempre con grande partecipazione da parte del pubblico. «Ma in nessun luogo la mia presentazione ha prodotto un impatto profondo come a Dexter, la città in cui avvennero molti degli avvistamenti nel 1966», racconta Ray. «In quella occasione, nell’agosto del 2024, alla fine della conferenza tante persone mi hanno dato il loro numero di telefono per condividere con me le loro testimonianze. Da quel momento, ho intervistato alcuni di loro- e altri ancora ne intervisterò: i loro ricordi sono spettacolari e hanno completamente riscritto la storia dell’UFO “gas di palude”.»






