Una lunghissima carriera, in gran parte trascorsa in Rai: sua la voce inconfondibile di centinaia di servizi andati in onda su TV7, TG2 Dossier, Mixer, Ultimo Minuto, Sorgente di Vita, Sfide, La Storia siamo noi, Porta a Porta, Dixit e Superquark. Ma Alberto Lori è soprattutto un libero pensatore impegnato nella ricerca alternativa. Con la trasmissione “Enygma”, su Qtv, ogni domenica affronta i grandi misteri della Storia. Ora il programma televisivo è diventato un libro dall’identico titolo, “Enygma” appunto, e un sottotitolo esplicativo: “Quando la Storia tace o mente”. Al centro del saggio, ci sono infatti tutti quegli argomenti che la storiografia ufficiale spesso trascura, minimizza o archivia troppo in fretta.

«Ci sono verità non solo negate, ma anche dimenticate– dice l’autore nella seconda parte dell’intervista con Extremamente- come se fosse stato premuto il tasto dell’oblio collettivo, per far sì che la polvere del tempo coprisse quello che conveniva non fosse ricordato. La Storia tace o mente ogni volta che insabbia queste verità.» Il libro affronta varie tematiche: dagli OOPart ai giganti, dai continenti perduti alla tecnologia impossibile, da Atlantide agli dei civilizzatori, compiendo un giro del mondo che tocca l’Antico Egitto, la Turchia, il Medio Oriente, l’isola di Pasqua, l’America Latina, l’Italia, alla ricerca di elementi omessi o cancellati dai nostri libri scolastici.

Come l’anomalia dei crani dolicocefali, ossia estremamente allungati. Esisteva, in varie parti del mondo, una pratica rituale per deformare le teste dei neonati usando tavole di legno e fettucce di cuoio, ma alcuni reperti antichi presentano delle caratteristiche inspiegabili, come l’assenza della sutura sagittale (la cosiddetta “fontanella” che si chiude nei primi due anni di vita), un volume del cervello superiore al normale e una dentatura molto più robusta. Teschi del genere sono stati trovati nelle tombe pre-dinastiche egiziane, a Paracas (in Perù) e a Malta, nell’Ipogeo di Hal Saflieni dalle singolari peculiarità acustiche. «Sono uno dei pochi ad aver visto quei crani allungati esposti nel Museo della Valletta, perché poi sono stati rimossi. Ecco un altro modo per coprire la verità», dice il giornalista.







