Mentre tutti erano in attesa del discorso di Trump, di quella dichiarazione pubblica che avrebbe potuto consegnarlo alla Storia, ecco che arriva lui… A precederlo e a rubargli la scena è stato infatti un suo storico antagonista: Barack Obama. L’ex presidente ha colto al balzo l’occasione di un’intervista al podcast “No Lies” (“Niente bugie”) — perlopiù dedicata ai temi caldi della politica interna americana, con toni critici sull’attuale inquilino della Casa Bianca — per lanciare una frase tanto semplice quanto dirompente: «Sì, gli Alieni esistono». È il primo presidente (non in carica) degli Stati Uniti a confessarlo pubblicamente.

Durante la conversazione, Brian Tyler Cohen, il conduttore, gli ha posto la domanda fatidica: “Gli Alieni sono reali?” Senza esitazione, Obama ha risposto: “Sono reali”. Tuttavia, ha subito precisato di non averli mai visti e di non essere a conoscenza di una struttura segreta sotto l’Area 51 (la famigerata base militare del Nevada) per custodire creature o tecnologie extraterrestri. «Non c’è nessuna struttura sotterranea, a meno che un’enorme cospirazione non l’abbia nascosta al Presidente degli Stati Uniti», ha concluso, lasciando intendere che solo in quel caso il comandante in capo potrebbe esserne all’oscuro. Una possibilità tutt’altro che fantasiosa: in America vige il principio del “Right to Know”, il diritto di sapere. E se non ce l’hai, qualunque sia la tua carica, quell’informazione non ti verrà fornita. Poi la conversazione si è alleggerita. «Qual è stata la prima cosa che ha chiesto appena eletto?», ha domandato Cohen. «Dove sono gli Alieni… », ha risposto Obama, sorseggiando un caffè. E i due hanno si sono fatti una bella ristata.

Non è la prima volta che l’ex presidente affronta la questione, sempre con l’arma dell’ironia. Già nel 2015, ospite da Jimmy Kimmel, alla stessa domanda aveva risposto: «Non posso parlarne, “Loro” non vogliono. Non puoi svelare i loro segreti, esercitano un controllo stretto su di noi!». In studio avevano tutti riso di gusto e il discorso si era interrotto. Nel 2021, in un altro talk show a notte fonda, Obama aveva dapprima scherzato: «Sono cose che non posso dire in onda…», ma poi, improvvisamente serio, aveva aggiunto informazioni di grande rilevanza. Aveva ammesso che il governo USA possiede “filmati e registrazioni di oggetti nel cielo che non sappiamo esattamente cosa siano, come si muovano, che traiettorie seguano”, evidenziando che tali fenomeni non rispondono a schemi spiegabili e che la comunità scientifica e le istituzioni li stanno studiando con attenzione, per cercare di comprenderli.

La battuta serve, insomma, a stemperare, ma sotto sotto si intuisce che la realtà potrebbe essere ben più concreta di quanto si voglia far credere e che c’è poco da ridere. Peccato che anche stavolta l’intervistatore non abbia approfondito, chiedendo ad esempio a Obama su quali basi fondi la sua certezza dell’esistenza degli Alieni, preferendo cambiare rapidamente argomento. Forse era quello l’accordo: Obama accetta di parlarne, ma alle sue condizioni. Vale comunque la pena sottolineare il tono dell’ex presidente (che non ha gigioneggiato come in altre occasioni) e il tempismo dell’intervista, arrivata proprio mentre circolano voci insistenti sulla volontà di Donald Trump di annunciare che non siamo soli, che non lo siamo mai stati e che altre civiltà non umane condividono il pianeta con noi. Se l’attuale presidente dovesse davvero fare tale dichiarazione, il suo predecessore potrà sempre rivendicare: “Ve l’avevo già detto io…”, sottraendogli il primato.

Ma non solo: la risposta di Obama dice molto più di quanto sembri. Lo ha fatto notare Uri Geller, il noto sensitivo coinvolto in passato nei programmi segreti delle agenzie d’Intelligence americane. In un commento su X, ha rimarcato: «Barack Obama ha appena ammesso che gli Alieni sono reali! Ha anche detto che NON sono all’Area 51. Ma ascoltate bene il linguaggio preciso che ha usato. Sa di poter dire che non ci sono Alieni all’Area 51, perché questa è -ed è sempre stata- la verità. L’Area 51 è il luogo dove si sviluppano tecnologie ingegnerizzate a partire da rottami di UFO caduti e da artefatti ritrovati in scavi archeologici! Ma NON è dove sono stati conservati i corpi degli Alieni! Come lo so? Perché ho visto alcuni di questi corpi con i miei occhi e non ero affatto vicino all’Area 51!»

Prosegue poi la rivelazione di Geller: «Cinquant’anni fa fui portato in una struttura della NASA da Wernher von Braun e condotto in una stanza refrigerata, tre piani sotto terra, in un edificio sorvegliato.» Von Braun, ingegnere aeronautico progettatore dei V2 (i temibili missili nazisti), dopo la guerra venne deportato in America, insieme a molti altri scienziati tedeschi, e cooptato per lavorare per il governo degli Stati Uniti, diventando uno dei padri dell’astronautica moderna. Ma ecco come prosegue il racconto: «In quella stanza mi furono mostrati i corpi mutilati e straziati di almeno sei piccole creature umanoidi, pallide, che NON erano assolutamente di questa terra (o forse di questa dimensione!).»

«E sapete una cosa? Non ho più paura di dire esattamente dove fosse: era al GODDARD SPACE CENTRE! A pochi chilometri da Washington D.C.! La stanza era incredibilmente fredda, c’erano cappotti imbottiti e a forte isolamento termicoi, simili a quelli artici, appesi fuori dalla porta, e von Braun mi ordinò di indossarne uno prima di entrare (il cappotto era arancione e aveva il logo blu della NASA). I corpi che vidi erano distesi dentro spesse “bare” di vetro, avvolte dalla condensa e ricoperte da chiazze di ghiaccio! Ho visto con i miei occhi i corpi feriti di questi poveri “piloti” o “astronauti” di un altro mondo.»

Le confessioni del sensitivo non si fermano tuttavia qui. «Quindi SÌ, lo so- come ora ha confermato Obama- che gli Alieni ESISTONO! E SÌ, lo so, non vengono tenuti all’Area 51! I corpi che ho visto vengono ancora conservati al Goddard Space Centre? Non lo so… sono passati cinquant’anni, quindi è plausibile che siano stati spostati nel frattempo. Ma c’è qualcosa di cui SO sicuramente che NON è stato spostato, e il motivo è che sarebbe troppo GRANDE per essere trasportato segretamente! Cos’è? Un enorme velivolo recuperato, impossibile da muovere o trasportare di nascosto! E dove si trova? In Corea del Sud!»






