È un giallo per ora senza risposta, che solleva interrogativi inquietanti. La scomparsa del generale dell’USAF in pensione William Neil McCasland si sta trasformando in uno di quei casi che sembrano usciti da un romanzo di fantascienza. Teatro della vicenda, il New Mexico- una terra dove da decenni si incrociano storie di basi militari segrete, laboratori di ricerca avanzata e avvistamenti di oggetti volanti non identificati collegati all’enigma di Roswell.

McCasland, ex comandante dell’Air Force Research Laboratory, è stato visto per l’ultima volta venerdì 27 febbraio, verso le undici del mattino, ad Albuquerque. Poi, semplicemente, è sparito. Nessuna traccia, nessuna spiegazione. Come si dice in questi casi: “di lui si sono perse le tracce”. La scomparsa ha fatto scattare immediatamente il protocollo “Silver Alert”, utilizzato negli Stati Uniti per le persone anziane o vulnerabili scomparse. Non si sa cosa indossasse e non è chiaro dove fosse diretto: un vuoto informativo che rende estremamente difficile ricostruire le sue ultime ore. Le ricerche sono scattate subito, condotte dalla polizia della contea insieme all’FBI e squadre specializzate con l’ausilio di volontari, droni, unità cinofile e perfino un elicottero. Per le autorità non ci sono elementi che facciano pensare a un crimine o a un rapimento. Eppure, il profilo dell’uomo rende difficile trattare questo caso come una normale scomparsa.

Il generale McCasland, infatti, non è un pensionato qualsiasi. Laureato all’Accademia dell’Aeronautica nel 1979 e con studi avanzati al MIT, ha trascorso oltre trent’anni nell’Air Force ricoprendo ruoli chiave nei programmi scientifici, tecnologici e spaziali della Difesa americana. Il suo incarico più importante lo ha visto guidare l’Air Force Research Laboratory presso la base di Wright-Patterson, in Ohio, uno dei centri nevralgici della ricerca militare statunitense. Lì gestiva un portafoglio di ricerca da oltre quattro miliardi di dollari e coordinava più di diecimila scienziati e tecnici in tutto il mondo. Anche dopo il pensionamento, McCasland è rimasto attivo nel settore della Difesa, lavorando come direttore tecnologico presso l’Applied Technology Associates.

Ed è proprio il nome di Wright-Patterson che riporta inevitabilmente la vicenda dentro uno dei capitoli più controversi della storia degli UFO. La base è infatti legata al celebre Progetto Blue Book, il programma militare che tra gli anni Cinquanta e Sessanta analizzò oltre 12.000 segnalazioni di oggetti volanti non identificati. Più di 700 casi, ancora oggi, non hanno ricevuto una spiegazione ufficiale. Alcuni documenti diffusi da WikiLeaks nel 2016 citano McCasland come consulente su progetti avanzati e materiali recuperati, anche se non esistono prove concrete di un suo coinvolgimento diretto nelle indagini sugli UFO. Tuttavia, per chi segue da anni le vicende dei programmi UAP, il nome del generale non è affatto nuovo.

Secondo il giornalista investigativo Ross Coulthard, «se qualcuno conosce i segreti più oscuri del Programma Legacy sugli UAP, quello è il Maggior Generale Neil McCasland. Ha diretto la ricerca presso la base aerea di Wright-Patterson, che ovviamente è famigerata nella storia degli UFO, perché è lì che furono portati i resti del presunto incidente di Roswell, quando si dice che nel 1947 si scontrarono due UFO!» Il ricercatore Ashton Forbes, convinto che il governo americano abbia già acquisito tecnologie basate sull’“energia del punto zero” (usata, a suo dire, per far sparire il volo aereo malese MH370 nel 2014) ha ipotizzato che uno dei suoi contatti anonimi su X, @TMBSPACESHIPS, potesse essere proprio il generale: «Normalmente non darei credito a queste speculazioni, ma @TMBSPACESHIPS ha smesso di pubblicare il giorno in cui McCasland è scomparso. Mi sono sempre chiesto chi fosse questo utente. Il suo profilo elenca un’esperienza quasi identica a quella di McCasland.»

In mezzo al rumore delle teorie online, la voce più concreta resta quella della moglie Susan che sui social ha voluto ringraziare le squadre impegnate nelle ricerche e smentire alcune notizie infondate, come la presunta telefonata preoccupante a un parente e la teoria secondo cui il generale soffrisse di Alzheimer: «Neil non era confuso o disorientato», ha scritto. La donna ha riconosciuto, poi, che durante la sua carriera militare il marito aveva avuto accesso a programmi altamente classificati, pur ridimensionando il peso di queste informazioni oggi: «Sembra molto improbabile che sia stato portato via per estrarre da lui segreti ormai datati.»

Susan McCasland ha confermato la collaborazione di suo marito con Tom DeLonge, ex frontman dei Blink-182 e fondatore dell’organizzazione To The Stars, impegnata nella divulgazione di informazioni sugli UFO, dicendo tuttavia: «Questa connessione non è un motivo per rapire Neil. Neil non possiede conoscenze speciali sui corpi di ET e sui detriti dell’incidente di Roswell conservati a Wright-Patterson.» E infine, la frase che ha colpito molti osservatori: «Anche se a questo punto, con nessuna traccia di lui, forse l’ipotesi migliore è che gli Alieni lo abbiano teletrasportato sulla loro astronave madre. Tuttavia, non sono stati segnalati avvistamenti di astronavi madri sopra le Sandia Mountains.» Una battuta scherzosa? Detta da una donna in angoscia per la sorte del marito, suona piuttosto stonata. Ma poteva parlare seriamente? In ogni caso, in una vicenda già carica di suggestioni, anche una frase del genere ha contribuito ad alimentare un clima di inquietudine.

Il mistero di McCasland, infatti, non è l’unico a turbare. Negli ultimi mesi, due scienziati di primo piano sono morti in circostanze violente. Il fisico nucleare e professore del MIT Nuno Loureiro, direttore della ricerca sulla scienza del plasma e sulla fusione, è stato assassinato nella sua abitazione di New York lo scorso 17 dicembre. Il 16 febbraio 2026, il rinomato astrofisico del Caltech Carl Grillmair è stato ucciso a colpi di arma da fuoco sulla veranda della sua casa in California. Il primo era tra i principali esperti di fisica del plasma; il secondo, uno scienziato noto per aver scoperto acqua su un pianeta lontano. Due accademici di altissimo profilo, ammazzati in due sparatorie a tre mesi di distanza. Le autorità parlano di episodi non collegati. Forse è davvero così. Ma quando persone che lavorano ai confini della scienza muoiono improvvisamente o scompaiono nel nulla, è inevitabile chiedersi se avessero scoperto qualcosa che era meglio non sapere. Oppure, se stessero per rivelare qualcosa che non avrebbero dovuto.

NUNO LOUREIRO E CARL GRILLMAIR, I DUE SCIENZIATI ASSASSINATI IN TRE MESI




