In uno scenario globale segnato da crescenti tensioni e concrete minacce alla sicurezza collettiva, Donald Trump, in pochi giorni, ha preso due decisioni di grande portata e potenzialmente destabilizzanti. Da una parte, ha ordinato un attacco preventivo contro l’Iran, mettendo così a rischio l’intero equilibrio degli assetti internazionali; dall’altra, ha dato il via libera a un processo di disclosure di tutti i documenti relativi al fenomeno UFO/UAP- una scelta che potrebbe scuotere profondamente il nostro sistema di riferimento culturale. Nonostante la loro diversità, entrambe le iniziative potrebbero avere conseguenze dirompenti.

Per quanto riguarda la declassificazione dei cosiddetti “X-file” governativi, il percorso si preannuncia lungo e tutt’altro che privo di ostacoli. Resta infatti da chiarire quali informazioni verranno effettivamente rese pubbliche. Ad esempio, Chris Mellon, già membro dello staff presidenziale per l’Intelligence sia sotto la presidenza di Clinton che quella di G.W. Bush, ha avvertito che è illusorio pensare che le “bombe” informative verranno consegnate senza filtri agli Archivi Nazionali, come previsto dalla proposta di legge presentata al Congresso. Mellon sottolinea che esistono aspetti tecnologici che devono rimanere riservati per motivi di sicurezza. Nel frattempo, il Dipartimento della Guerra ha già affidato le prime procedure di identificazione e verifica dei dossier all’AARO, l’ufficio del Pentagono che, secondo le critiche, si sarebbe spesso distinto più per il tentativo di scoraggiare i testimoni dal farsi avanti che per favorire una reale divulgazione pubblica.

Sul piano generale, aleggia poi la paura di una “disclosure catastrofica”, cioè un rilascio di informazioni fuori controllo, capace di scatenare panico sia tra la popolazione mondiale sia sui mercati finanziari. A complicare ulteriormente il quadro ci sono le pressioni di gruppi di potere che da sempre osteggiano qualsiasi apertura sul tema UFO, identificando in queste presenze una minaccia di natura demoniaca. Il processo avviato da Trump, quindi, appare tutt’altro che semplice o lineare. Il rischio concreto è che, alla fine, vengano resi pubblici solo alcuni file, filmati o documenti scarsamente significativi, giusto per soddisfare superficialmente la curiosità dell’opinione pubblica: in sostanza, solo poche briciole.

Di questi scenari e delle possibili conseguenze a breve e lungo termine, parlano- nell’ultima video intervista di “Extremamente” con una grafica tutta nuova…- Massimo Tampieri, presidente dell’associazione Luna Nova, e Michele Paparella, fondatore del Gruppo Ufologico Pugliese. Entrambi mostrano un atteggiamento critico e prudente rispetto a ciò che effettivamente arriverà dagli Stati Uniti, sottolineando la necessità di valutare con attenzione sia le informazioni che saranno divulgate sia i possibili effetti su scala globale. Idee ed analisi sulle quali riflettere per comprendere il possibile futuro della cosiddetta “questione aliena”.







