Negli Stati Uniti, la disclosure è ufficialmente iniziata. L’8 maggio 2026, quando in Italia era il primo pomeriggio, il Dipartimento della Guerra ha pubblicato nuovi video inediti di UAP immortalati da droni, jet e sensori militari. Si tratta di filmati molto recenti che mostrano sfere e altri oggetti non identificati, simili al celebre “Tic-Tac”, ripresi da lontano mentre si muovono vicino alla superficie del mare o tra le nuvole, spesso in aree mediorientali — come il Golfo Persico — oppure in Europa. Ma nei materiali diffusi compare anche qualcosa di ancora più enigmatico: una sorta di stella a più punte. Tra i documenti figurano poi fotografie delle missioni Apollo, con strane luci nel cielo lunare, e anche una conversazione tra gli astronauti dell’Apollo 17 e il comando missione, nella quale viene descritta la presenza di numerose particelle luminose visibili dal finestrino, caratterizzate da una forma spigolosa.

Ci vorrà tempo per analizzare tutti questi file — e quelli che probabilmente seguiranno, alla luce delle promesse fatte dal Presidente Trump, dal Segretario alla Guerra Hegseth e dal direttore dell’FBI Patel. Ma la disclosure non è fatta soltanto di rivelazioni, audizioni al Congresso e documenti finalmente declassificati. Attorno a questa fase di apertura su uno dei segreti meglio custoditi di sempre, aleggia ormai anche il sospetto di una lunga scia di morti misteriose, sparizioni improvvise e presunti suicidi che continuano ad alimentare interrogativi inquietanti. In questa lista sono finiti i nomi di scienziati, militari, ricercatori e funzionari collegati, in modi diversi, ad ambienti sensibili come la NASA, il MIT, Los Alamos o la base di Wright-Patterson. Persone che, secondo numerose indiscrezioni, avrebbero avuto accesso a informazioni riservate su materiali esotici, tecnologie avanzate e velivoli non umani. UFO, in sostanza. Un mosaico frammentato e controverso, ma ormai troppo esteso per essere liquidato come una semplice coincidenza.

È proprio questo mistero al centro della nuova video intervista di Extremamente. Affrontiamo questo tema delicato insieme a Lavinia Pallotta, direttrice del magazine X-Times e da anni una delle ricercatrici italiane più attente al fenomeno UFO e ai suoi lati meno conosciuti. La stampa mainstream ha iniziato ad occuparsi di questa vicenda oscura solo dopo la sparizione del maggiore generale dell’Air Force William “Neil” McCasland, figura chiave nei programmi spaziali avanzati statunitensi, scomparso lo scorso febbraio. Un caso tuttora irrisolto che ha scatenato un’ondata di speculazioni, anche perché il suo nome era già emerso anni fa nelle celebri email di John Podesta diffuse da WikiLeaks, in relazione a temi legati alla divulgazione UFO.

Un altro nome ingombrante, aggiunto di recente all’elenco, è quello di Amy Eskridge. Biologa, chimica e laureata in fisica, esperta di nanotecnologie, Amy lavorava sull’ antigravità e su scenari collegati alla presenza extraterrestre. La sua morte, avvenuta nel 2022 e archiviata ufficialmente come suicidio, non ha mai convinto chi la conosceva bene. Nei mesi precedenti alla tragedia, Amy parlava di minacce, pressioni psicologiche e sorveglianza costante. Era convinta che qualcuno stesse cercando di logorarla mentalmente per spingerla verso un gesto estremo da far apparire volontario. Raccontava anche di strane bruciature sul corpo, ipotizzando l’uso di tecnologie a radiofrequenza capaci di provocare effetti fisici a distanza. Nei suoi messaggi scriveva: «Se sentite che mi sono suicidata, non è vero». Parole che oggi suonano agghiaccianti.

Come ricorda Lavinia Pallotta, il padre di Amy Eskridge — ex scienziato della NASA — era amico di Hal Puthoff, figura storica e controversa della ricerca sugli UFO e sui fenomeni psichici. Ed è proprio attraverso quei contatti che Amy avrebbe ascoltato teorie considerate estreme persino all’interno dell’ambiente ufologico: l’idea che gli “alieni” non siano esseri provenienti da altri pianeti, ma umani del lontano futuro, modificati dall’evoluzione e dal tempo fino a diventare fisicamente molto diversi da noi. Fantasie? Non esattamente. «Ricordo che Puthoff», sottolinea Lavinia Pallotta, «alcuni anni fa scrisse un articolo scientifico sottoposto a peer review intitolato The Ultraterrestrial Models, nel quale formula proprio questa ipotesi».

Secondo la direttrice di X-Times, la lunga serie di morti sospette, suicidi controversi e sparizioni misteriose potrebbe essere il segnale di uno scontro interno molto più grande e silenzioso: una guerra tra fazioni che operano dentro l’Intelligence e le lobby di potere che hanno finora gestito la questione UFO. Da una parte, c’è chi starebbe preparando gradualmente l’opinione pubblica alla rivelazione; dall’altra, coloro che sono disposti a tutto pur di mantenere nascosta una verità ritenuta troppo destabilizzante. Anche a uccidere.

«Qualcosa, però, è cambiato nell’opinione pubblica, ora si parla di questi casi con preoccupazione. Quando a morire in modo strano erano solo gli ufologi, invece, nessuno se ne preoccupava», continua la ricercatrice. L’ultimo caso risale alla fine di aprile: David Wilcock, scrittore, ricercatore alternativo e volto noto della serie Ancient Aliens, è morto dopo essersi sparato davanti alla polizia. La versione ufficiale parla di depressione e difficoltà personali, legate a una forte perdita economica, ma anche in questo caso non sono mancate polemiche e sospetti. E poi c’è la vicenda forse più enigmatica di tutte: quella di Matthew Sullivan.







