La seconda tranche di file UFO/UAP rilasciata dal governo americano il 22 maggio 2026 sembra aver confermato la stessa sensazione lasciata dalla precedente: una quantità importante di materiale, immagini suggestive, testimonianze inquietanti, ma ancora nessuna prova in grado di chiudere davvero il dibattito. Eppure, qualcosa si sta muovendo. Perché mai, fino a pochi anni fa, il Pentagono avrebbe pubblicato apertamente filmati, audio, rapporti e dichiarazioni che per decenni erano rimasti confinati nelle zone più oscure della sicurezza militare.

Al momento, questa fase di apertura comprende in totale oltre duecento file tra video, PDF, registrazioni audio e testimonianze provenienti sia da personale militare sia da civili. Nell’ultimo rilascio, i file sono una sessantina, per lo più video che arrivano direttamente dall’ AARO, l’ufficio del Pentagono incaricato di indagare sulle anomalie in tutti gli ambiti. Sul portale ufficiale del governo americano sono stati caricati gigabyte di materiale: un archivio vastissimo che, inevitabilmente, sta incendiando il mondo della disclosure.
Tra i documenti più discussi ci sono molti filmati militari a infrarossi molto recenti, registrati tra il 2022 e il 2024. In uno si vedrebbero quattro oggetti luminosi muoversi in formazione sopra l’Iran; in un altro, comparirebbe un misterioso oggetto a forma di sigaro nel cielo del Medio Oriente; in un altro ancora, alcune sfere arancioni sembrerebbero disporsi in configurazione triangolare accanto a un elicottero prima di svanire nel nulla. E poi c’è il video girato da un aereo della Guardia Costiera americana: un oggetto velocissimo che appare accanto al velivolo e scompare quasi immediatamente. Sequenze brevi, sfocate, incomplete, ma pur sempre sufficienti ad alimentare ancora una volta il sospetto che nei nostri cieli si stia manifestando qualcosa che sfugge alle spiegazioni ordinarie.

Uno dei casi che ha avuto maggiore risonanza sui social riguarda l’abbattimento dell’ oggetto sopra il lago Huron, nel febbraio 2023. Le immagini mostrano un F-16 agganciare un oggetto romboidale e colpirlo con un missile. Si vede l’esplosione, si vedono detriti precipitare, ma anche qui manca la conclusione definitiva; cosa è stato davvero abbattuto? Tra tutti i nuovi contenuti, però, ce n’è uno che sta monopolizzando il dibattito: il cosiddetto “video siriano”, registrato nel 2021 da un drone MQ-9 Reaper americano sopra la Siria grazie a una camera FLIR all’infrarosso. Nelle immagini si vede un oggetto luminoso quasi immobile che, all’improvviso, schizza lateralmente fuori dall’inquadratura con un’accelerazione apparentemente impossibile.

Nessuna transizione visibile. Nessuna inerzia. Nessuna scia. Solo un movimento improvviso e innaturale che ha fatto esplodere le discussioni online. Naturalmente sono arrivate subito anche le spiegazioni alternative. Secondo alcuni analisti, tra cui il super-scettico Mick West, l’effetto sarebbe dovuto semplicemente a una perdita del tracciamento automatico della telecamera FLIR: non è l’oggetto che accelera, ma il sistema che smette di seguirlo correttamente. Eppure, per i sostenitori dell’ipotesi UAP, il comportamento registrato resterebbe comunque assai anomalo. L’oggetto cambia luminosità, sembra restringersi, poi scompare in modo difficilmente interpretabile come un semplice pallone o un artefatto ottico.

Poi c’è molto materiale che arriva dagli archivi storici. Come i documenti CIA su avvistamenti anomali nell’URSS o un enorme dossier dedicato a oltre duecento avvistamenti avvenuti tra il 1948 e il 1950 nell’area di Sandia, nel New Mexico, vicino a installazioni militari altamente sensibili. I rapporti parlano di sfere verdi, dischi luminosi, “fireballs” e strani oggetti osservati ripetutamente sopra siti strategici. Vecchie storie, già note, che riaprono una delle domande più controverse del fenomeno UFO: perché questi oggetti sembrano comparire così spesso in prossimità di strutture nucleari o militari? Curiosamente, poi, nella seconda tranche sono stati inseriti anche audio storici della NASA provenienti dalle missioni Mercury e Apollo. Dico curiosamente, perchè la NASA aveva sempre garantito di non aver file sul fenomeno UFO. Ma adesso li sta condividendo…

Sta circolando, ad esempio, una registrazione dell’Apollo 12 nella quale gli astronauti descrivono misteriose “streaks of light”, ovvero scie luminose osservate durante il viaggio verso la Luna. All’epoca la NASA spiegò il fenomeno come semplice riflesso di particelle ghiacciate illuminate dal Sole. Eppure molti si chiedono: se la spiegazione è così banale, perché inserire proprio quei file all’interno di un archivio UAP? O hanno mentito all’epoca, o mentono ora. A colpire poi, sono anche le testimonianze dirette. Alcuni media americani riportano il racconto di un ufficiale dell’intelligence che avrebbe incontrato misteriose “orbs” o sfere luminose capaci di lasciarlo “senza parole”. Ma anche qui ritorna sempre lo stesso problema: racconti forti, dettagli suggestivi, emozioni autentiche… senza però dati completi o prove verificabili.

E poi ci sono gli scettici. Alcuni sostengono che uno dei presunti UFO diffusi dal Pentagono — un oggetto bianco vagamente antropomorfo che cambia forma in cielo— non sarebbe altro che un palloncino gonfiabile a forma di Stormtrooper, i soldati cattivi di Star Wars. Una conclusione che ha scatenato ironie feroci online: miliardi investiti nell’intelligence militare americana messi in crisi da appassionati di internet armati di analisi fotogramma per fotogramma. Ma c’è anche chi sospetta qualcosa di diverso. Il deputato americano Tim Burchett aveva già lanciato l’allarme, avvisando che qualcuno avrebbe inserito deliberatamente materiale ridicolo o facilmente smontabile per screditare l’intera operazione trasparenza promossa da Donald Trump.

Anche in questo secondo lotto di rilascio, c’è sicuramente un dettaglio interessante: Siria e Iraq compaiono ripetutamente come aree ad alta concentrazione di segnalazioni UAP durante operazioni militari notturne. I report parlano di sfere luminose, oggetti a forma di pallone da football americano e luci che appaiono vicino a convogli aerei o installazioni strategiche per poi svanire improvvisamente. Una casistica che, ancora una volta, sembra intrecciarsi con scenari militari sensibili. Droni spia di avversari ben noti o davvero oggetti misteriosi di origine sconosciuta? Risposte non ce ne sono. Infatti, anche questa seconda tranche non sembra aver portato quello che molti auspicavano – la famigerata “pistola fumante”.





