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UFO: nuovi documenti, nuovi interrogativi

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Fino a pochi mesi fa sarebbe stato impensabile. Oggi, invece, sembra quasi normale. Il Dipartimento della Guerra americano ha pubblicato una terza tranche di documenti e materiali sugli UFO/UAP, quegli oggetti misteriosi che per decenni sono rimasti confinati tra segreti militari, fughe di notizie e leggende metropolitane. Eppure, più file vengono resi pubblici, meno il quadro appare chiaro. Al contrario: la sensazione è che ogni nuova rivelazione aggiunga complessità a una vicenda già straordinariamente intricata.

UNA SFERA DI LUCE ARANCIONE, TRA I FILE DECLASSIFICATI DAL DOW

Merito — o colpa — anche delle dichiarazioni sempre più azzardate provenienti da ex militari e funzionari dell’intelligence che diffondono indiscrezioni sempre più sorprendenti e meno verificabili. C’è chi vede in questa escalation verbale un tentativo esterno di spingere sull’acceleratore, mettere nell’angolo il governo e indurlo a tenere il passo delle rivelazioni. Altri sospettano invece una gigantesca operazione di disinformazione, destinata a gonfiarsi fino a esplodere come una bolla di sapone. Il risultato è una sorta di mosaico in continua espansione, nel quale ogni tassello sembra aprire interrogativi ancora più grandi di quelli che pretende di risolvere.

Tra i materiali più interessanti di questo terzo rilascio — una settantina di documenti provenienti per lo più da Pentagono, FBI, CIA e NASA, comprendenti video, file audio, testimonianze, rapporti investigativi e perfino alcune ricostruzioni realizzate con l’intelligenza artificiale — figurano diversi casi avvenuti nel nord-est degli Stati Uniti. Uno di essi riguarda una misteriosa sfera luminosa osservata nel 2024 mentre stazionava sopra uno stagno per circa quarantacinque minuti. Il testimone descrive un oggetto simile a un plasma, capace di modificare forma e intensità della luce e perfino di separarsi temporaneamente in punti più piccoli. Un altro caso racconta invece di due luci rosse osservate da una coppia nel proprio giardino: oggetti silenziosi, apparentemente coordinati tra loro, che si sarebbero mossi in formazione prima di fondersi e scomparire.

DUE LUCI RIPRESE MENTRE SI MUOVEVANO INSIEME TRA GLI ALBERI

C’è poi un filmato ripreso nei pressi di un’installazione militare in Colorado, nel quale compare un grande oggetto sferico arancione che sembra rilasciare alcune sfere rosse più piccole. In un altro video, registrato nei dintorni dell’aeroporto di Harare, in Zimbabwe, si osserva invece un UFO discoidale, luminoso e di colore bianco, dal quale si dipartono fasci di luce azzurra. Sulla stampa mainstream, ha avuto molto successo il caso di un oggetto luminoso “a forma di patata, con le squame da pesce”, secondo la descrizione di uno dei testimoni oculari.. Ma al di là dei singoli casi, la caratteristica più evidente di questa ultima tranche è la massiccia presenza di sfere brillantiorbs, in inglese. Ovvero, manifestazioni luminose che si dividono, si fondono e si muovono in modi difficili da ricondurre alle tecnologie conosciute. Si tratta di fenomeni energetici anomali oppure sono addirittura una qualche forma di intelligenza?

UN “ORB” LUMINOSO SOPRA UNO STAGNO

Sarà un caso, ma è esattamente quello di cui stanno parlando in pubblico i due whistleblower David Grusch e Lue Elizondo. In momenti diversi, entrambi negli ultimi giorni hanno evocato la possibilità che alcune di queste sfere di luce siano forme di vita basate sul plasma. Insomma, vere e proprie entità che vivono sulla Terra come noi. È un’ipotesi che ricorda alcune delle teorie più audaci formulate da astrofisici come Jacques Vallée e Massimo Teodorani, che portano il fenomeno UFO in ambiti della realtà non del tutto contemplati. Davvero è solo una coincidenza fortuita che anche gli ultimi documenti del DoW mostrino queste “energie intelligenti”? Oppure assistiamo a un lavoro di sinergia tra dichiarazioni a mezzo stampa e video ufficiali, per accompagnare gradualmente il pubblico verso concetti che fino a ieri sarebbero stati considerati impensabili?

LE SFERE DI LUCE SONO FORME DI VITA INTELLIGENTE?

Come se non bastasse, il regista e documentarista James Fox ha recentemente dichiarato che David Grusch sarebbe pronto a parlare pubblicamente delle prove «sbalorditive» alle quali l’informatore avrebbe avuto accesso nel corso delle sue indagini ufficiali e che lui ha già sentito, rimanendo a bocca aperta. Materiali che, secondo Fox, comprenderebbero non soltanto fotografie, filmati e documentazione tecnica, ma anche informazioni relative a presunti «resti biologici non umani». È un’espressione che continua a riemergere con insistenza e che potrebbe diventare uno dei temi più controversi della prossima fase della disclosure. Lo stesso ex agente segreto, in una recentissima intervista, ha ammesso per la prima volta di aver visto con i suoi occhi velivoli non umani in possesso degli Stati Uniti e le loro forme sarebbero “dalle uova ai dischi, fino ai veicoli a forma di boomerang a mezzaluna“.

L’EX AGENTE SEGRETO DAVID GRUSCH

Nel frattempo, Elizondo continua a muoversi sul filo sottile che separa le rivelazioni dalle allusioni. Pur evitando accuratamente dettagli che potrebbero violare norme di sicurezza nazionale, l’ex responsabile del programma AATIP ha lasciato intendere che sulla Luna potrebbero esistere strutture o installazioni non ancora spiegate pubblicamente. Sul serio? Ormai siamo arrivati a un punto singolare: la finzione — come Disclosure Day, l’ultimo film di Steven Spielberg — viene presentata come qualcosa di assolutamente realistico, mentre la presunta realtà descritta dalle “gole profonde” dell’intelligence americana sembra uscita da un romanzo di fantascienza. Un paradosso, se non fosse che in un file audio della NASA, registrato dopo la Missione Apollo 16, si sente uno dei partecipanti alla riunione dire: “Potrebbe essere una base stellare aliena…”. Ecco, appunto.

SULLA LUNA CI SAREBBERO STRUTTURE SEGRETE NON UMANE…

In questo scenario già pieno di novità e sviluppi si inserisce un’altra notizia significativa. La Casa Bianca ha affidato all’astrofisico di Harvard Avi Loeb il compito di creare di un consiglio scientifico dedicato agli UAP, coinvolgendo scienziati, esperti di intelligenza artificiale e psicologi. Un segnale che molti interpretano come il tentativo di dotarsi di una struttura permanente per affrontare la questione. Loeb ha già reso nota la lista dei nomi tra i quali spicca la presenza massiccia di personalità della SOL Foundation, il think tank che da anni promuove un approccio accademico allo studio degli UAP. Nell’elenco figurano infatti il microbiologo Garry Nolan, l’antropologo Peter Skafish e l’ex contrammiraglio e oceanografo Tim Gallaudet. Questa scelta ha suscitato qualche perplessità. Alcuni osservatori hanno infatti sottolineato i rapporti intrattenuti negli anni dalla fondazione con ambienti vicini alla CIA. Ovvero, proprio l’agenzia che molti indicano come uno dei principali ostacoli alla diffusione completa dei dossier UFO.

L’ASTROFISICO DI HARVARD, AVI LOEB

E poi c’è il rumore di fondo della rete, quella sorta di disclosure parallela, non ufficiale, alimentata da fughe di notizie, immagini virali e presunti scoop che si propagano a una velocità impossibile da controllare. In questi giorni il web è impazzito per una fotografia, quasi certamente generata o manipolata con l’intelligenza artificiale, pare pubblicata e poi rimossa dall’account di Donald Trump. L’immagine mostra il presidente americano accanto a tre figure enigmatiche: sono uomini alti, dalla pelle molto chiara, con lunghi capelli biondi e insolite uniformi rosse e oro dall’aspetto quasi ottocentesco. La spiegazione ufficiale parla di una delegazione commerciale norvegese. Ma nel giro di poche ore la rete si è riempita di meme, analisi, video, ricostruzioni e teorie che identificavano quei misteriosi visitatori con i leggendari “Nordici”, una delle tipologie di extraterrestri più note nella letteratura ufologica. Il fatto stesso che una simile immagine riesca a catalizzare tanta attenzione la dice lunga sul momento che stiamo vivendo…

LA FOTO DI TRUMP DIVENTATA SUBITO VIRALE

Perché la sensazione è che qualcosa stia davvero cambiando. Documenti ufficiali, testimonianze sotto giuramento, pressioni politiche, commissioni scientifiche, film dal tempismo perfetto, dichiarazioni audaci da parte di ex funzionari dell’intelligence e nuove immagini diffuse dagli apparati governativi sembrano convergere verso uno stesso punto, sempre più esplicito. Tuttavia, i dubbi sono leciti: stiamo assistendo a una progressiva rivelazione della verità o alla più sofisticata operazione di condizionamento psicologico mai realizzata? Perché, in fondo, esiste anche questa possibilità. E forse il mistero più grande non riguarda ciò che ci stanno mostrando, ma ciò che potrebbero volerci far credere.

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