Il 9 settembre 2025, per la terza volta in tre anni, il Congresso degli Stati Uniti ha promosso un’audizione sugli UAP. Di fronte alla Task Force per la declassificazione dei segreti federali, si sono seduti cinque uomini: tre di loro erano militari- in servizio o in congedo- testimoni oculari di incontri ravvicinati senza apparente spiegazione. E sotto giuramento, hanno parlato anche di intimidazioni e di ritorsioni subite dai superiori per aver cercato di far luce su quello che avevano vissuto.

Uno dei whistleblower (ossia, degli informatori) che ha trovato il coraggio di farsi avanti è Jeffrey Nuccetelli. Tra il 2003 e il 2005, quando era in servizio alla base aerospaziale di Vandenberg come agente della Polizia Militare, è stato coinvolto nelle indagini su almeno cinque oggetti non identificati, incluso l’ormai celebre “Quadrato rosso di Vandenberg”, ossia un enorme oggetto volante lungo 100 metri che tre appaltatori della Boeing videro sospeso sopra le loro teste. Per oltre vent’anni ha conservato la documentazione ufficiale, con tanto di deposizioni firmate, nomi, date… Non solo: nel giardino di casa, insieme ad alcuni amici, è stato testimone di un evento inspiegabile, quando un globo di luce si è avvicinato fino al tetto di casa, per poi ritornare lentamente in cielo e confondersi tra le stelle.

“Da allora, la mia vita è cambiata per sempre: ho capito che la realtà è classificata, il Governo ci nasconde la verità”, ha detto quando lo ho incontrato a Baveno, dove era ospite del Simposio Sol. Con l’amico Antonio Virzì (creatore del podcast Something is Up) l’ho intervistato per Extremamente (trovate il video sul blog e sul canale YouTube “Extremamente il blog di Sabrina Pieragostini”). Abbiamo parlato dei casi che l’ex militare ha indagato, dell’incontro di cui è stato protagonista, del suo impegno per aiutare chi -come lui- ha scelto la strada della verità pagandola a caro prezzo e delle sue aspettative in merito alla odierna fase di disclosure.







