Da oltre vent’anni impegnato nella ricerca sul campo e nella raccolta sistematica di dati sui cosiddetti Fenomeni Energetici Luminosi, Nicola Tosi non parla più soltanto di osservazioni, ma di evidenze costruite nel tempo. Immagini ad alta definizione, riprese in diverse frequenze dello spettro elettromagnetico, registrazioni infrarosse e ultraviolette, misurazioni del calore: un insieme coerente di elementi che, analizzati nel loro complesso, delineano qualcosa di preciso. Non un’illusione, non un evento sporadico, ma un fenomeno reale, ancora sconosciuto, che si manifesta in diverse parti del mondo.

Le caratteristiche di queste luci, osservate e registrate da lui in Italia, sono sorprendenti: innanzitutto, sembrano dotate di un forte campo elettromagnetico, capace di confinare al proprio interno sia la luce che il calore. Non si comportano, quindi, come una sorgente luminosa tradizionale: l’energia che emettono non si disperde nell’ambiente, ma resta circoscritta al fenomeno stesso. Ma c’è di più. Queste manifestazioni non sarebbero isolate. E alcuni esperimenti, spiegati nella seconda parte dell’intervista con Extremamente, indicherebbero proprio questa possibilità. Uno dei luoghi chiave di queste ricerche è la Pietra di Bismantova, una formazione unica per conformazione citata anche da Dante Alighieri nel Purgatorio.

Questa particolare montagna è una sorta di terrazza naturale sospesa sull’Appennino reggiano, da cui si gode una visuale ampia e privilegiata, associata al mistero da sempre nella storia dell’Uomo. È qui che, durante le riprese del documentario La montagna magica di Massimo Dellaglio, Nicola Tosi, insieme a Daniele Gullà, ha a sua volta registrato delle manifestazioni che hanno aperto scenari inattesi: la possibile interazione tra il fenomeno luminoso e chi lo osserva. Al ricercatore, ora, non basta più dimostrare che il fenomeno esiste: il passo successivo è dimostrare che questa intereazione sia reale e dare una risposta alla domanda più complessa: cosa sono davvero i FEL?

Qui il discorso si fa inevitabilmente più audace. Tosi non propone certezze, ma ipotesi. Il suo lavoro si inserisce in un contesto più ampio, che vede anche la collaborazione con l’astrofisico Massimo Teodorani. Proprio Teodorani ha recentemente pubblicato un articolo scientifico in cui ipotizza che le luci di Hessdalen – fenomeni del tutto simili a quelli osservati da Tosi in Italia – possano essere una forma di vita senziente. Un’idea che, per quanto possa sembrare estrema, non è lontana dalle riflessioni dello stesso Tosi. Anni di osservazioni lo hanno portato a considerare la possibilità che questi fenomeni possiedano una sorta di “forma mentis”, una capacità di risposta, forse persino di interazione intelligente. Ma a questo punto la domanda diventa ancora più radicale: cosa definiamo davvero come vita intelligente?







