Una missione notturna, una delle tante come pilota di elicotteri al servizio di un gruppo privato che opera nel settore aerospaziale. Obiettivo: il recupero di un velivolo anomalo precipitato nel deserto della California. Ma quella notte tutto è cambiato per Jake Barber, ex militare dell’USAF: la sua percezione della realtà, i suoi valori di riferimento, la sua intera esistenza. Quell’esperienza trasformativa sarebbe stata prodotta dall’interazione proprio con quell’oggetto intelligente (un UFO di forma ottagonale) che aveva appena agganciato al suo elicottero e che ha iniziato a comunicare interiormente con lui.

È il racconto incredibile che Barber ha condiviso per la prima volta in pubblico parlando con il giornalista Ross Coulthard, reporter di News Nation, con il quale ha ammesso di aver partecipato a uno di quei programmi (talmente segreti da non essere mai stati comunicati al Congresso) per il recupero di oggetti volanti non umani, il cui scopo è ricavarne informazioni tecnologiche. Insomma, quei programmi di retro-ingegneria sugli UFO di cui parla da decenni. Un’esperienza straordinaria che Barber ha ripercorso nell’intervista che ho realizzato insieme ad Antonio Virzì, creatore del podcast Something is Up, a Baveno, ai margini del Simposio Sol di cui l’ex militare era ospite.

Con noi, ha messo a nudo la sua anima, rivivendo le profonde emozioni provocate in lui da quell’incontro inaspettato con quella entità non umana. «È stata a tutti gli effetti un’esperienza religiosa che non è mai scomparsa del tutto», ha detto. «Le prime volte che ho iniziato a raccontare questa storia, non ero in grado di spiegarmi: mi emozionavo moltissimo, mi commuovevo e piangevo.» Difficile per lui anche trovare le parole giuste per descrivere la sua esperienza interiore: «Ero essenzialmente posseduto dall’ energia femminile più bella e divina che avessi mai sentito prima. E non so nemmeno se la parola “posseduto” possa tradurre o rendere giustizia all’esperienza, perché l’emozione in sé era qualcosa di nuovo: era più grande e più ampia di qualsiasi emozione avessi mai provato prima».

Nella video intervista (la trovate anche sul canale Extremamente-il blog di Sabrina Pieragostini), il pilota di elicotteri presenta poi metodi e strumenti utilizzati dal gruppo Skywatcher, da lui fondato insieme ad e colleghi con la sua stessa visione. In sei mesi di indagini sul campo, sono riusciti ad attirare alcuni di questi oggetti anomali e a raccogliere molto materiale visivo con radar, telecamere termiche e telecamere tradizionali. Si tratta, sottolinea, di una sorta di Intelligence aerea che non ha per scopo il profitto, ma la comprensione di una realtà complessa e variegata, spesso basata solo su esperienze personali aneddotiche, sulle quali la scienza non può esprimersi. Ecco perché servono prove oggettive. Ma non per lui, perché- assicura- già sa che il fenomeno è reale e che esiste un’Intelligenza non umana in grado di interagire con noi a livello di coscienza.







