È un pomeriggio d’inverno come tanti altri per l’Ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana Roberto Doz: uscito dalla Scuola di Volo di Frosinone, si appresta a tornare a casa. Come sempre, arrivato al casello autostradale, si ferma per cercare le monete necessarie per pagare il pedaggio. All’improvviso, la persona seduta al suo fianco gli indica una luce insolita sopra di loro. «E quella cos’è?» gli domanda con stupore.

Doz, pilota militare di jet e di elicotteri, incuriosito, apre la portiera e scende dall’auto per osservare meglio. Nota subito che l’oggetto si muove con rapidità, è abbastanza vicino e vola bassissimo, a circa 300 metri dal suolo. La prima ipotesi che gli viene in mente è quella di un Tornado, l’unico velivolo che conosce con caratteristiche del genere. Tuttavia, qualcosa non torna: quell’oggetto è completamente silenzioso e- si accorge presto- presenta una forma e una modalità di volo assolutamente inusuali.

Da quell’avvistamento, avvenuto il 13 dicembre 1985, nasce in Doz un interesse profondo per il fenomeno UFO, destinato a non abbandonarlo mai più. Spinto dal desiderio di comprendere quanto osservato, decide di affrontare apertamente il tema nonostante sia in servizio attivo (“ogni giorno in divisa”, come dice lui), raccontando la sua esperienza in interviste, conferenze e articoli. Intraprende così un percorso che lo porterà a fondare il gruppo “Ufo e Piloti”, per raccogliere le confidenze e le testimonianze dei suoi colleghi.

A distanza di quarant’anni, il colonnello Doz, ormai in pensione, è diventato una figura di riferimento a livello nazionale per chi desidera distinguere la realtà dei fenomeni UFO/UAP da ciò che può essere interpretato attraverso spiegazioni tecnologiche, aeronautiche o naturali. Con all’attivo circa 5000 ore di volo e una solida esperienza anche come docente, Doz rappresenta un esempio di professionalità e apertura mentale nel campo dell’indagine ufologica.







