È entrato come allievo pilota in Aeronautica Militare nel 1970 e da allora l’amore per il volo non lo ha più lasciato. Nella sua lunga carriera, il colonnello Roberto Doz si è specializzato nella lotta antisommergibile su velivoli da portaerei; è stato istruttore di sopravvivenza aeronautica e di riconoscimento aeronavale; ha lavorato presso lo Stato Maggiore, nel Centro Operativo di Pace di Roma; ha diretto il Centro di Soccorso Aereo Nord Italia a Monte Venda, vicino a Padova. Ma soprattutto, nel 1985 è stato testimone di un avvistamento straordinario.

Mentre era fuori servizio, ha visto un oggetto assurdo – da lui descritto come “una carrozza della metropolitana volante” – che gli è passato sopra la testa, compiendo manovre ad angolo retto e sparendo in pochi secondi. Un incontro che lo ha profondamente segnato e che ha raccontato nel dettaglio nella prima parte della sua intervista con Extremamente. Quell’avvistamento lo ha costretto a interrogarsi sulla natura di un fenomeno che ufficialmente – da un punto di vista scientifico, culturale e sociale – non trova riconoscimenti. Eppure, il colonnello Doz ha preferito mettere in discussione le proprie convinzioni ed esporsi pubblicamente, anche a rischio di pregiudicare la sua stessa carriera, pur di cercare una spiegazione al mistero.

Per approfondire la ricerca e raccogliere materiale e testimonianze sul fenomeno UFO/UAP/OVNI (sigle diverse per indicare la medesima realtà), ha fondato il gruppo “UFO e Piloti”. Il progetto si rivolge ad aviatori civili e militari, personale aeronautico, ingegneri e controllori del traffico aereo di tutto il mondo, promuovendo un approccio collaborativo e multidisciplinare. L’obiettivo è affinare un metodo di riconoscimento del fenomeno, grazie al contributo di tanti testimoni eccellenti. Uno sforzo, tuttavia, che nel nostro Paese non sembra dare grandi frutti… «In Italia, nonostante le numerose segnalazioni, questo fenomeno non ha trovato seguito perché per il nostro sistema semplicemente non deve esistere», ammette. «Noi che ne parliamo siamo “solisti”, possiamo solo contribuire a diffondere le idee diventando come un virus all’interno di questo sistema. Siamo destinati ad aspettare che la verità emerga»







